Gnonto, il protagonista inatteso che ama il latino

Gnonto, alla scoperta del protagonista inatteso, al debutto azzurro a soli 18 anni, subito determinante: ama il latino e gioca in Svizzera

Se n’era parlato prima di ieri sera di Wilfried Gnonto: se n’era parlato soprattutto per quella sua convocazione nello stage che Roberto Mancini aveva fatto a Coverciano alla fine di maggio. Diciotto anni, cresciuto nell’Inter, ma una scelta di vita diversa, quella di andare a giocare in Svizzera, nello Zurigo, due anni fa. E quest’anno ha vinto il titolo di campione svizzero da protagonista assoluto, con 8 gol in 33 presenze. Un predestinato.

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Gnonto ©LaPresse

Nato a Verbania dai genitori ivoriani, ama le sfide, il rischio. “Alla mia età bisogna giocare e per me sarebbe stato facile rimanere all’Inter a casa mia: ma i miei genitori mi hanno aiutato in questa scelta, e anche i miei procuratori mi hanno reso tutto più facile. Ai miei genitori devo tutto, hanno fatto tanti sacrifici per me”.

Gnonto, il latinista del gol

 

Il latinista del gol lo chiamavano i compagni al Liceo Classico. “Mi piaceva il latino così mi hanno dato quel soprannome” ha detto ieri. Con un idolo, Sterling: “Duttile e sempre decisivo” ha spiegato Gnonto. Che svela anche un segreto, visto che c’era anche lui nella finalissima di Wembley contr l’Argentina: “Ho provato ad incrociare Messi rimanendo fermo un’ora davanti allo spogliatoio ma non ci sono riuscito”.

Diciotto anni dicevano e un destino che sembra scritto. Ieri in campo ha spaccato la partita, affondando a destra come mai prima di quel momento l’Italia era riuscita a fare, e servendo un pallone d’oro a Pellegrini che ha mandato davanti gli azzurri di Mancini. Quel Mancini che ne è rimasto folgorato e che ha deciso di mandarlo in campo senza paura contro la Germania, non una partita come le altre. Il ct è stato ripagato. L’Italia deve ripartire dai giovani si è detto in questi giorni. E il profilo di Gnonto sembra essere uno di quelli giusti.