Berrettini, una corsa contro il tempo: via il tutore, resta la paura

Berrettini, recuperare il tempo e i punti persi non sarà facile: ecco tutti i timori del tennista fermo ai box per una lesione alla mano.

Il tutore non c’è più. Ma è come se fosse ancora lì, in realtà. Lo spettro della lesione alla mano continuerà a fargli compagnia ancora per un po’, considerando quante cose, col senno di poi, gli ha portato via. Il Masters 1000 di Miami, innanzitutto, ma anche quelli di Montecarlo e di Madrid. E, forse, anche il secondo Slam della stagione.

Berrettini
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Matteo Berrettini non è certo di poter scendere in campo al Roland Garros. La fisioterapia procede bene, ma non ha giocato una sola volta da quando è finito sotto i ferri a Barcellona. “Una volta colpita la prima palla – ha precisato a margine di un evento del suo sponsor Red Bull, come riporta Sky – saprò meglio quanto tempo mi serve fisicamente e mentalmente per prepararmi a uno Slam”.

Lascia una spiraglio, il tennista romano, ma il fatto che sia così cauto nel parlare degli scenari futuri lascia intuire che in cuor suo abbia deciso. Se non fosse che in ballo c’è la qualificazione alle Finals, sarebbe certamente meglio così. Già, le Finals di Torino. Ha parlato anche di quelle, nell’intervista in cui dopo tanto tempo si è messo a nudo.

Berrettini rincorre le Finals

Berrettini
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Berrettini non è parso troppo fiducioso, quando ha parlato del torneo dei Maestri. “Soprattutto per le difficoltà avute fino ad ora una qualificazione quest’anno sarebbe ancora più emozionate di quelle precedenti. Sarà molto difficile – ha però osservato, con estrema lucidità – perché sto saltando tornei molto grossi.

La qualificazione non è impossibile” ha detto, ma sa bene che purtroppo non è così scontata. Al momento Matteo è 15esimo nella Race to Turin, e più a lungo rimarrà lontano dal campo più posizioni, ahinoi, perderà. Un ultimo e doveroso passaggio lo ha riservato al “suo” torneo, quello che lo scorso anno lo ha per forza di cose promosso a gigante del tennis mondiale.

“Sarà diverso andare a Wimbledon quest’anno per tantissimi motivi, infortunio in primis. L’anno scorso ho vissuto tre settimane da sogno e sarà molto difficile fare meglio“. Ci sembra di scorgere, anche in queste parole, una punta di amara rassegnazione. Ma se c’è una cosa che Berrettini ci ha insegnato, al netto di tutti i guai che sta passando, è che per lui niente impossibile. E che l’adagio che meglio gli calza a pennello è “mai dire mai”.