Sinner, che forza: i social lo incoronano mentre Berrettini crolla

Sinner, oggi sui social non si parla che di lui. E l’altoatesino spicca il volo mentre il campione romano viene “affondato”.

Jannik Sinner ha vinto. E non ha vinto “solo” l’accesso agli ottavi di finale, ma anche qualcosa di ben più prezioso: l’ammirazione e la stima dei tennissofili d’Italia. Sui social network, da stanotte, non si parla che di lui. Tant’è che il tennista altoatesino è finito dritto in trend da quando ha trionfato sul cemento dell’Hard Rock Stadium.

Sinner
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Il perché è presto detto. La prestazione di cui è stato capace nella gara che lo ha visto fronteggiare Pablo Carreño Busta è stata semplicemente epica. Non è stato un avversario semplice, ma ce lo aspettavamo. Era riuscito, agli Australian Open, a dare un po’ di filo da torcere anche all’altro eroe nostrano, Matteo Berrettini.

C’è voluto un po’ perché Sinner prendesse le misure e capisse in che modo dargli fastidio, ma alla fine ce l’ha fatta. E ce l’ha fatta nel più mirabolante dei modi, apponendo la sua firma su una vittoria che passerà agli annali e che ha lasciato tutti – per ovvie ragioni – senza parole. Perché non esiste aggettivo, avverbio o sostantivo che possa rendere, ora come ora, l’idea di cosa abbia fatto.

Sinner è l’eroe del giorno: pioggia di elogi per lui

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Il giovane Jannik è stato capace di annullare non uno, ma ben cinque match point al trentenne spagnolo in corsa, come lui, per gli ottavi di finale del Miami Open. Un’impresa simile a quella che ha caratterizzato i primi due match giocati in Florida, quando ne ha annullato rispettivamente uno a Khachanov e tre a Ruusuvuori.

Il che può essere spiegato in un solo modo. Il popolo dei social ritiene che nessun altro tennista abbia la sua forza mentale e la sua voglia di vincere ad ogni costo. “Si rifiuta di perdere“, hanno scritto in molti, ed è proprio così. Sebbene non fosse al massimo della forma, lo ha battuto con la testa e non di rovescio. Giocando d’astuzia. Mettendo in campo tutta la sua incredibile determinazione.

E così, dicevamo, oggi non si parla che di lui e della sua resilienza. Una pioggia di elogi che sembra stridere visibilmente con gli attacchi che, invece, sta subendo Matteo Berrettini in questi giorni. Reo, come scrivevamo sabato, di infortunarsi troppo spesso e di essere troppo bello per fare il tennista. Della serie chi la vuole cotta, chi la vuole cruda.