Berrettini contro Sinner in allenamento: “Ha bruciato le tappe”

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Matteo Berrettini dice la sua su Jannik Sinner: ecco cosa pensa il numero 2 di Wimbledon del collega e tennista altoatesino.

Ormai non è più un “imbucato”. Lo status di stella del tennis se l’è sudato e guadagnato, e lo dimostra il fatto che sia entrato a far parte a tutti gli effetti del club dei migliori. Non ha dunque più motivo, Matteo Berrettini, di sentirsi inappropriato. Ha ampiamente meritato di avere la stoffa del campione e di meritarselo senza se e senza ma, un posto in cima all’Olimpo degli atleti più forti.

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Ciò nonostante, non abbassa la guardia. Nell’intervista che il numero 2 di Wimbledon ha rilasciato alla Gazzetta dello Sport, ci sono tutte le sue consapevolezze e tutti i suoi progetti futuri. La cognizione di essere ormai “un uomo e un giocatore diverso rispetto a quello di due anni fa” e di aver “imparato molte cose anche dalle sconfitte e dalle delusioni“.

Non è più il ragazzino inesperto che, malgrado le sue insicurezze, aveva intrapreso nel 2019 un’autentica scalata verso il successo. Ora è un campione, sì, ma uno di quei campioni che volano basso e che non perdono mai di vista l’obiettivo. Uno di quelli che vogliono fare sempre meglio e che guardano al futuro con la determinazione di chi, pur consapevole di dover crescere ancora un po’, sa di potercela fare.

Berrettini su Sinner: “Un giocatore impressionante”

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In Piemonte vuole fare grandi cose. Non ci sta a fare solo la comparsa: punta molto più in alto, sia per quanto riguarda le Finals che la Coppa Davis. A Torino, insieme a lui e agli altri big del tennis italiano, ci sarà anche Jannik Sinner, che come lui è uno degli astri nascenti del panorama sportivo nostrano.

E quando gli viene chiesto di dire la sua in merito al giocatore altoatesino, Matteo Berrettini è un fiume in piena. Non ha che elogi, per il suo collega di San Candido. “È un giocatore impressionante – riferisce alla Gazzetta dello Sport – gioca come un veterano e brucia le tappe con una velocità pazzesca”.

“Quando mi sono allenato con lui per la prima volta – ha rivelato ancora il tennista romano – ho capito che non era un giocatore come tutti gli altri”. E pensare che siamo stati a tanto così dal vederli l’uno contro l’altro, ad Indian Wells. Peccato, ma tant’è. L’ascesa di questi due campioni non è che all’inizio: lo show, quindi, è solo rinviato.