Stadi aperti, la richiesta della Vezzali | Scoppia la polemica social

Stadi aperti
Valentina Vezzali ©️Getty Images

Stadi aperti, la richiesta della Vezzali, sottosegretaria allo Sport, prima di partire per Tokyo. Sui social però scoppia subito la polemica

La variante Delta. Le vaccinazioni che non decollano. Il mondo dello Sport, così come l’anno scorso, si trova quasi in un limbo. E se alla fine della scorsa annata si è tornati a vedere le partite allo stadio – stessa cosa con gli Europei di calcio – adesso la situazione sembra regredire. La sensazione è che gli stadi rimarranno aperti: ma pur sempre con delle limitazioni importanti.

E prima di partire alla volta di Tokyo per le Olimpiadi, Valentina Vezzali, sottosegretaria allo sport, ha reso nota la sua richiesta alla cabina di regia. “Capienza del 75% per gli impianti sportivi all’aperto e del 50% per quelli al chiuso in zona bianca e, in zona gialla, aumentare gli attuali limiti massimi di 1000 persone all’aperto e 500 al chiuso. È questo ciò che ho chiesto alla cabina di regia prima di partire per Tokyo”. Questo il Tweet.

LEGGI ANCHE: Calciomercato Juventus, i bookmaker confermano: corsa a due per l’attacco

Stadi aperti, ma sui social scoppia la polemica

stadio
©️Getty Images

Ovviamente i commenti degli utenti social non si sono fatti attendere. Soprattutto per chi, vaccinato, chiede che almeno all’aperto vengano tolte tutte le possibili restrizioni. Soprattutto se sarà anche obbligatorio indossare la mascherina per seguire gli eventi. Si chiede un passo in più per chi ha deciso di sottoporsi all’iniezione contro il Coronavirus. Sarà sicuramente una delle battaglie più accese di questa estate.

Anche perché lo sport manca. Eccome. Soprattutto dopo un’annata passata sul divano a guardare le partite senza quasi nessuna emozione. Così è, purtroppo. E questa decisione sarà un banco di prova importante anche per capire le previsioni sull’andamento della pandemia che ha colpito ormai da più di un anno tutto il Mondo. I tifosi sono stanchi delle restrizioni. E forse un ulteriore passo di apertura, verso i vaccinati, sarebbe più corretto.