Tokyo 2020, sì al pubblico ma le restrizioni sono da non credere

Tokyo 2020
(Getty Images)

Tokyo 2020, il comitato organizzatore ha varato una serie di misure per far sì che l’evento si svolga in sicurezza: ecco quali. 

Definirle rigide sarebbe estremamente riduttivo. Le misure che il comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo 2020 ha varato, affinché l’evento si svolga in totale sicurezza, sono da non credere. Doverose, certo, dal momento che la pandemia non è ancora alle spalle, ma dure come forse nessuno si sarebbe aspettato.

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Saranno severamente proibiti, infatti, tutti i comportamenti e le attività potenzialmente rischiose. O che si stima possano generare, eventualmente, pericolosi assembramenti tra gli spalti degli impianti che ospiteranno le varie gare in calendario a Tokyo 2020.

Niente abbracci, tanto per cominciare. Ma questo, comunque, potevamo ampiamente aspettarcelo. Non si potrà, poi, né applaudire e né, tanto meno, fare il tifo. Che sembra un divieto quasi paradossale, ad un evento sportivo, ma tant’è. Il governo cinese non vuole che gli spettatori e gli atleti rischino di contrarre il Covid-19.

Tokyo 2020, niente tifo tra gli spalti

Tokyo 2020
Il Village Plaza (Getty Images)

Gli spettatori non potranno poi, all’interno degli impianti, consumare alcol. “L’atmosfera festosa dovrà essere rimossa”, ha tuonato Seiko Hashimoto, presidente del comitato organizzatore. Per poi puntare il dito, velatamente, contro gli Europei di calcio: “In Europa gli stadi sono pieni di celebrazioni. Purtroppo, potremmo non essere in grado di fare lo stesso”.

Non è scontato, ad ogni modo, che chi possieda il biglietto possa accedere tranquillamente agli impianti. Non sarà consentito, tanto per cominciare, a chi abbia una temperatura corporea superiore a 37,5°, a chi tossisce o non indossa la mascherina. Non sarà corrisposto alcun rimborso a chi non potrà accedere, per un motivo o per un altro.

La misura più contestata, ovviamente, è quella relativa al tifo. Gli spettatori non potranno né acclamare gli atleti, né chiedere loro autografi. “Le persone possono provare gioia nei loro cuori, ma non possono essere rumorose e devono evitare la folla” ha detto Hashimoto. Anche i campioni in gara, dal canto loro, dovranno sottostare a misure severissime: non potranno entrare in contatto con il pubblico e saranno sottoposti quotidianamente a test anti-Covid.