Cashback “dimenticato” da Draghi: cosa succederà ai nostri rimborsi

Cashback
(Pixabay)

Il Cashback scompare dal Recovery Plan che Draghi ha presentato alle Camere. Gli scenari possibili adesso sono due: ecco cosa potrebbe succedere.

Non v’è traccia del Cashback, nel Recovery Plan che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha presentato, nei giorni scorsi, alle Camere. Ma attenzione: non significa che il programma che ci ha permesso di ottenere un piccolo rimborso per gli acquisti pagati con carta o bancomat sia stato definitivamente cancellato.

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Significa, semplicemente, che lo si dovrà eventualmente finanziari con altri fondi, nel caso in cui si decidesse di riproporlo agli italiani. Si potrebbero intercettare fondi nazionali, in tal caso, a meno che il governo non opti per cancellarlo del tutto a partire dal prossimo 1° luglio. All’indomani, cioè, dell’ultimo giorno della fase 2 del Cashback.

I cittadini che hanno inteso aderirvi non perderanno, ad ogni modo, la cifra sinora accumulata per mezzo dei propri pagamenti digitali. Semplicemente, qualora Draghi e i suoi decidessero di non confermarlo, da luglio in poi non si avrà più diritto al rimborso del 10% sugli acquisti effettuati nei negozi fisici.

Il Cashback sarà cancellato o modificato?

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Ma qual è l’ipotesi sin qui più accreditata? Qual è lo scenario che si prospetta, ora che è stato appurato che la misura, tanto apprezzata dagli italiani, è la grande assente di questo Recovery Plan? La buona notizia è che appare altamente improbabile che si decida di cancellarlo, giacché ha dato i frutti sperati.

Il Cashback è riuscito nel suo intento: quello d’incentivare i pagamenti digitali e di contrastare, quindi, l’evasione. La situazione, da questo punto di vista, sembra essere infatti nettamente migliorata. Ciò nonostante, il programma continua ad avere dei limiti evidenti. Ed è lì, eventualmente, che si dovrà intervenire, modificandone il funzionamento pur senza spedirlo in soffitta.

A non funzionare è il meccanismo del Super Cashback, che garantisce un premio extra del valore di 1500 euro agli italiani che, alla fine del semestre, avranno effettuato il maggior numero di transazioni. La cronaca ci ha insegnato che i furbetti hanno tentato sin da subito di aggirare questo sistema, dividendo il pieno di benzina, ad esempio, in decine e decine di microtransazioni. L’ipotesi più plausibile, pertanto, è che il Super Cashback venga abolito o che, comunque, si trovi il modo di vigilare meglio su escamotage e trucchetti di questi tipo che falsano, chiaramente, la classifica degli aventi diritto.