Bonus 600 euro per i collaboratori sportivi: la situazione

Bonus 600 euro
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Bonus 600 euro per i collaboratori sportivi: da oggi partono le domande (sul portale sportesalute.eu ci sono tutte le informazioni), ma i fondi attuali non dovrebbero bastare per tutti.

L’emergenza legata alla diffusione del coronavirus non sta soltanto provocando forti danni a livello sanitario, ma rappresenta un serio problema anche dal punto di vista economico.

Il mondo dello sport non fa eccezione. Persino le società calcistiche più blasonate sono alle prese con difficoltà finanziarie. Difficoltà che potrebbero ampliarsi a dismisura nei prossimi mesi, qualora l’attuale stagione non dovesse ricominciare. Non a caso, i tagli degli stipendi dei calciatori rappresentano un argomento di stretta attualità.

I problemi principali, però, riguardano ovviamente tutte quelle persone che non hanno certo un conto in banca simile a quelli di Cristiano Ronaldo, di Leo Messi e di tutti gli altri campioni che ben conosciamo.

In Italia, la situazione è particolarmente complessa e merita di essere approfondita. Il “decreto liquidità”, appena approvato dal Consiglio dei Ministri, include anche lo sport, prevedendo prestiti di cento milioni a tasso zero con un fondo gestito dall’Istituto per il Credito Sportivo a beneficio di federazioni, enti di promozione, associazioni e società dilettantistiche. Altre misure sono contenute all’interno del “decreto cura Italia”, che sarà presto convertito in legge dal Parlamento. Versamenti fiscali, premi assicurativi, versamenti previdenziali e canoni relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali sono sospesi fino al prossimo 31 maggio.

Bonus 600 euro, i fondi attuali non bastano: le parole di Spadafora

La questione è delicata soprattutto per i collaboratori sportivi, che sono tantissimi e vorrebbero accedere all’ormai famoso contributo di 600 euro. Per loro, la quantità complessiva di denaro stanziata è pari a 50 milioni di euro. Cifra che viene ritenuta troppo bassa da Marco Marin, ex schermidore e attuale deputato di Forza Italia.

Un altro problema riguarda il fatto che, secondo le indicazioni fornite dal Ministero dello Sport, i già citati 600 euro saranno destinati prioritariamente a coloro i quali hanno percepito compensi inferiori a 10mila euro nel 2019. Questa decisione sta provocando il malcontento di chi ha raggiunto a stento quella soglia. Il presidente dell’UISP, Vincenzo Manco, è stato chiaro: «Così non va bene. È una scelta parziale e discriminatoria».

Il ministro Vincenzo Spadafora ha dichiarato di essere al lavoro per portare da 50 a 150 milioni la cifra totale destinata ai collaboratori sportivi. Secondo Claudio Barbaro, nemmeno questa misura basterebbe. Il presidente dell’ASI, infatti, ritiene che sia necessario arrivare a 300 milioni.

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