Serie A, Spadafora: “Non si ripartirà il 3 maggio”

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La Serie A resterà ferma ad aprile e probabilmente non ripartirà a maggio. Già l’annuncio di ieri della Juventus che ha raggiunto un accordo con i calciatori che rinunceranno alle mensilità dello stipendio da marzo a giugno aveva fatto capire l’impossibilità di ripartire non solo a breve ma anche tra uno o due mesi.

La conferma è arrivata dal ministro dello Sport Spadafora che in una intervista pubblicata oggi da “Repubblica” fa il punto della situazione.

“Il calcio non ricomincerà il 3 maggio. Le squadre di Serie A hanno già sbagliato quando era il momento di fermarsi. Devono capire che nulla sarà più come prima”.

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Lo stadio “Giuseppe Meazza”, a San Siro (bigstockphoto/chrisgloster)

Serie A, le parole di Spadafora

Il ministro dello Sport annuncia un ulteriore stop del campionato. “Pensavo ai nostri ragazzi abituati a stringersi, abbracciarsi, passarsi la bottiglietta d’acqua: tutto questo mancherà per molto tempo. Riprendere le partite il 3 maggio è irrealistico. Proporrò di prorogare per tutto aprile il blocco delle competizioni sportive di ogni ordine e grado. Ed estenderò la misura agli allenamenti, sui quali non eravamo intervenuti perché c’era ancora la possibilità si tenessero le Olimpiadi. Lo sport non è solo il calcio e il calcio non è solo la Serie A. Destinerò un piano straordinario di 400 milioni allo sport di base, alle associazioni dilettantistiche sui territori, a un tessuto che sono certo sarà uno dei motori della rinascita. Dal calcio di Serie A invece mi aspetto che le richieste siano accompagnate da una seria volontà di cambiamento: le grandi società vivono in una bolla, al di sopra delle loro possibilità, a partire dagli stipendi milionari dei calciatori. Devono capire che niente dopo questa crisi potrà più essere come prima”.

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