Coronavirus, le reazioni dei principali campionati d’Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:53
Il “Max-Morlock-Stadion”, ex “ Frankenstadion”, a Norimberga (foto: Twitter/DFB_Team_EN)

La diffusione del coronavirus ha costretto il calcio a fermarsi. Ecco il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive dei principali campionati europei: Serie A, Premier League, Bundesliga, Liga e Ligue 1.

SERIE A

Si era parlato di una possibile ripartenza fissata per il prossimo 3 maggio, ma il dilagare dei contagi induce molti a credere che ci sarà bisogno di ancor più tempo per tornare a una vita normale e, di conseguenza, per ricominciare a giocare a calcio.

Alcuni club stanno considerando sin da ora la possibilità di chiudere qui la stagione, anche per non rischiare di compromettere quella successiva. Si tratta di un pensiero comune soprattutto tra i presidenti delle squadre ormai prive di obiettivi particolari da inseguire. In caso di stop la possibilità più verosimile secondo la “Gazzetta dello Sport” è la cristallizzazione dell’attuale classifica, la non assegnazione del titolo, le retrocessioni bloccate: due club salirebbero dalla B per una Serie A 2021-2022 che diventerebbe a 22 squadre, da ridurre a 20 nella stagione ancora successiva.

Altre società però spingono per la prosecuzione del campionato. In particolare, il numero uno della Lazio, Claudio Lotito, è fortemente contrario a uno stop definitivo, visto che i biancocelesti sono sorprendentemente in corsa per la conquista del titolo.

In questo periodo storico, però, bisogna dare l’assoluta priorità alla salute e far passare tutto il resto in secondo piano.

PREMIER LEAGUE

In Inghilterra, negli ultimi giorni, si è parlato soprattutto della situazione legata ai calciatori che vorrebbero tornare nei rispettivi Paesi d’origine, durante questo periodo di stop.

Nel caso in cui, quando si potrà riprendere a giocare, i giocatori in questione fossero al di fuori dei confini inglesi, non avrebbero l’opportunità di ricevere deroghe per il rientro, se si trovassero in quarantena oppure qualora il divieto di entrare in Inghilterra vigesse ancora. Non si farà nessuna particolarità: questo è ciò che trapela.

Per quanto riguarda l’eventuale data di ripartenza della Premier League, comunque, non esistono ancora ipotesi concrete. I responsabili medici dei club, intanto, si stanno riunendo per studiare la situazione e valutare i modi migliori per proteggere la salute degli atleti.

BUNDESLIGA

La sospensione della Bundesliga durerà almeno fino al prossimo 30 aprile: l’ufficialità di questo provvedimento è arrivata poche ore fa. Le possibilità legate a un’eventuale disputa a porte aperte delle restanti partite, comunque, sono pressoché nulle, in base ai pareri di esperti virologi. Si tratta di un grave problema per i club della massima serie tedesca, abituati a ricavare dalla vendita dei biglietti il 14% dei propri introiti complessivi.

LIGA

La Spagna è una delle nazioni che sono state recentemente colpite di più dal coronavirus. Entro una ventina di giorni, si cercherà di capire se ci saranno le condizioni per far ripartire l’attività agonistica nel prossimo mese di maggio. Magari facendo disputare a porte chiuse le rimanenti undici giornate della Liga. I calciatori, intanto, stanno dimostrando grande sensibilità. Hanno già fatto capire di essere favorevoli a una cospicua riduzione del proprio stipendio, per evitare che gli altri lavoratori impiegati all’interno delle varie società vengano licenziati.

LIGUE 1

Il presidente del Saint Etienne, Bernard Caiazzo, ha invocato l’aiuto da parte dello Stato, senza il quale, a suo parere, «metà delle società professionistiche fallirà». Non tutti, del resto, hanno i mezzi finanziari del Paris Saint Germain. Il Psg comanda la classifica della Ligue 1 con dodici punti di vantaggio sul Marsiglia e deve ancora recuperare la partita esterna contro il Racing Strasburgo. Oltre a quel match, la Ligue de Football Professionnel avrebbe bisogno di riprogrammare dieci intere giornate. Si proverà a ripartire, magari anche il prossimo 15 giugno e poi giocando in piena estate, proprio perché una conclusione anticipata avrebbe conseguenze economiche pesantissime per tanti club.

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