Serie A, la stagione è a rischio: Gravina chiede unità d’intenti

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L’ottimismo sta per finire. Gli aggiornamenti dei dati della Protezione Civile su contagi e morti per e con coronavirus continua a crescere. Gli esperti hanno posticipato il picco per fine marzo o inizio aprile. E così la data di ripartenza del campionato di Serie A fissata per il 3 maggio, che il presidente della Figc Gravina aveva indicato come probabile così come il ministro per lo sport Spadafora e il presidente del Coni Malagò, sembra ormai troppo prematura. La positività di Paulo Dybala e Paolo Maldini, la fuga dall’Italia di Cristiano Ronaldo, Higuain, Pjanic, Khedira e Douglas Costa devono fare riflettere. Va bene ripartire a porte chiuse, ma cosa fare in caso di positivà dei calciatori, che in queste settimane sono state numerose?

Tra i presidenti della Serie A c’è ancora chi pensa che sia possibile salvare il campionato posticipando la ripartenza a giugno e giocando anche a luglio. Forzando evidentemente alcune regole e posticipando di fatto la scadenza dei contratti fissati a giugno. Si tratta ormai di una minoranza. I più responsabili stanno iniziando a pensare piuttosto a come salvaguardare l’intero sistema calcio. E a far sì che si possa ripartire normalmente nella prossima stagione facendo quadrare i conti economici. Non sarà facile.

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Serie A, le richieste dei club e di Gravina

La serie A insieme alle altre Leghe professionistiche dovrà inviare entro domani in Federazione una stima dettagliata sul totale delle perdite economiche previste in base ai differenti scenari. Con o senza ad esempio la regolare conclusione dell’attuale campionato. Inoltre, come scrive l’edizione odierna del “Corriere dello Sport“, dovrà inviare una serie di richieste da presentare al governo. La lista è lunga. Una nuova regolamentazione della vendita dei diritti tv per aumentare i guadagni. Sbloccare la costruzione dei nuovi stadi con leggi speciali visti i problemi a cui stanno andando incontro ad esempio Pallotta a Roma e Commisso a Firenze. Pare probabile inoltre la richiesta di rimuovere dal Decreto Dignità il blocco alle sponsorizzazioni delle agenzie di scommesse, che ha provocato danni economici consistenti già nella corrente stagione.

Intanto il presidente della Figc Gravina ha inviato una lettere a tutti i presidenti delle componenti federali, invitandoli a non prendere iniziative singole, ma a muoversi sempre in maniera concertata.