Raheem Sterling se l’è presa molto con i tabloid britannici

Sabato 8 dicembre durante una partita di Premier League a Londra il calciatore inglese Raheem Sterling è stato insultato con veemenza da alcuni spettatori a bordo campo al momento di battere una rimessa laterale. Si giocava allo stadio Stamford Bridge un’importante partita tra il Chelsea e il Manchester City, poi vinta 2-0 dal Chelsea. Se ne è parlato molto perché Sterling, sorridendo, non è rimasto indifferente agli insulti e perché in molti, interpretando il labiale, hanno rintracciato una chiara matrice razzista nell’insulto pronunciato da uno di quei tifosi.

In un messaggio sul suo profilo Instagram, il giorno dopo, Sterling ha attribuito ai media britannici una corresponsabilità nella fomentazione di un clima di sospetti e pregiudizi nei confronti dei calciatori neri. Sterling ha citato il caso di due giovani calciatori del Manchester City, uno bianco (Phil Foden) e l’altro nero (Tosin Adarabioyo), e dei modi differenti con cui parte della stampa britannica ha riportato un’informazione simile al loro riguardo, e cioè il fatto che ciascuno dei due avesse comprato una casa. Nel messaggio di Sterling è riportato un articolo pubblicato quest’anno sul Daily Mail, dal titolo “Un giovane calciatore ventenne del Manchester City, che guadagna 25 mila sterline a settimana, ha speso 2,25 milioni di sterline per una villa senza avere mai nemmeno giocato una partita in Premier League”. Scrive Sterling:

Rispetto a quanto successo contro il Chelsea, come potete vedere dalla mia reazione, non ho potuto che sorridere perché non posso aspettarmi niente di meglio. Prendete questo esempio: ci sono questi due giovani giocatori all’inizio della loro carriera, giocano entrambi per la stessa squadra e hanno fatto entrambi la cosa giusta. E cioè hanno comprato una casa nuova per le loro madri, le quali ci hanno messo tempo e amore per permettere a loro di arrivare al punto in cui si trovano. Ma guardate i giornali come riportano questa storia per il giovane giocatore nero e come la riportano per il giovane giocatore bianco. Credo che sia inaccettabile. Sono entrambi innocenti, non hanno fatto niente di sbagliato ma il modo in cui l’informazione viene formulata mette il nero in cattiva luce. E questo contribuisce ad alimentare il razzismo e l’aggressività. Quindi a tutti i giornali che non si spiegano come la gente possa essere razzista al giorno d’oggi la sola cosa che posso dire è di pensarci sempre due volte e dare le stesse possibilità a tutti i giocatori.

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L’Associazione dei calciatori professionisti britannica (PFA) ha apertamente difeso e sostenuto Sterling in un comunicato. “Raheem ha preso posizione con questa denuncia e noi siamo al suo fianco contro le discriminazioni di cui parla. Abbiamo tutti un compito da svolgere nell’affrontare il razzismo e le discriminazioni, e certe sezioni dei media devono essere tenute in considerazione”, si legge nel comunicato.

Lunedì il Chelsea ha comunicato di avere interdetto l’accesso allo stadio a quattro persone coinvolte nelle indagini a seguito della partita, e ha aggiunto che fornirà alla polizia ogni eventuale supporto necessario. Tra le persone interdette c’è l’uomo di sessant’anni accusato di aver rivolto l’insulto razzista a Sterling. È un tifoso del Chelsea da moltissimi anni, sostiene, e – dopo essersi scusato pubblicamente con Sterling – si è difeso dalle accuse dicendo che non si è trattato di insulti razzisti. “Ho chiesto scusa. Anche se non era un insulto razzista ho fatto una cosa sbagliata, quelle parolacce non si dicono ma mi sono lasciato trasportare. Ero completamente fuori di me ma ora ho perso il lavoro e l’abbonamento, e tutti hanno avuto quello che volevano”, ha detto.

Sterling ha ventiquattro anni ed è un fortissimo esterno d’attacco che gioca nel Manchester City dal 2015 e nella nazionale inglese dal 2012. È nato a Kingston, in Giamaica, e vive in Inghilterra da quando aveva cinque anni. Suo padre è morto colpito da un’arma da fuoco quando lui aveva due anni. E a questo evento della sua infanzia Sterling ha attribuito in passato il significato di un suo ampio tatuaggio sulla gamba destra, raffigurante un fucile d’assalto.

Il Daily Mail è uno dei più noti tra i numerosi tabloid britannici generalmente considerati inaffidabili, allarmisti e sensazionalistici, tanto da essere stato escluso ufficialmente dalla lista di fonti considerate attendibili dalla Wikimedia Foundation, la fondazione no profit che gestisce Wikipedia.