Champions League: Bayern Monaco-Atletico Madrid

Champions League

Bayern Monaco e Atletico Madrid si affrontano nella partita di ritorno della semifinale di Champions League, finita 1-0 per l’Atletico all’andata in Spagna: ecco le probabili formazioni, i pronostici e cosa altro aspettarsi da questa partita.

BAYERN MONACO – ATLETICO MADRID | martedì ore 20:45

Martedì sera, nella partita di ritorno della semifinale di Champions League, alla “Allianz Arena” a Monaco di Baviera, il Bayern cercherà di recuperare lo svantaggio della partita persa 1-0 a Madrid la settimana scorsa. È un risultato che il Bayern è in grado di ribaltare, certo, ma l’Atletico è probabilmente la peggiore squadra europea da affrontare in circostanze del genere: quando due gol – se non vuoi trascinarla ai rigori – devi farli per forza. Dovrà il Bayern, tra l’altro, giocare con molta più attenzione rispetto a quella mostrata nelle partite di ritorno della fasi a eliminazione: stavolta, con il 2-2 (il risultato ottenuto dal Bayern al ritorno sia contro la Juventus che contro il Benfica), passerebbe l’Atletico, al quale potrebbe invece bastare anche segnare almeno un gol e poi perderla con non più di un gol di scarto.

Naturalmente, in conferenza stampa, Simeone ha escluso la possibilità di una partita “difensiva” sostenendo che l’Atletico preparerà la partita come ogni partita: per vincere. La statistica è favorevole all’Atletico: in passato, nella storia dei turni a eliminazione di Champions League, 20 volte su 29 (69%) la squadra che aveva vinto in casa all’andata 1-0 ha poi passato il turno.

Che hanno fatto in campionato, nel frattempo

Sia Bayern Monaco che Atletico Madrid in campionato stanno ancora giocando con impegno. Il Bayern Monaco, con cinque punti di vantaggio sul Borussia Dortmund e due sole partite ancora da giocaore, ha praticamente vinto la Bundesliga, ma non ancora vinto matematicamente: nel fine settimana scorso in Baviera, con molte riserve, ha pareggiato per 1-1 contro il Borussia Monchengladbach, e per vincere matematicamente il titolo aveva bisogno di tre punti. L’Atletico invece se la sta giocando per il titolo – è secondo dietro al Barcellona, con gli stessi punti ma in svantaggio negli scontri diretti – e per riuscire a conquistarlo deve sostanzialmente vincere le ultime due partite e sperare in un improbabile pareggio o sconfitta del Barcellona contro Espanyol o Granada. Sabato scorso l’Atletico ha battuto 1-0 il Rayo Vallecano, grazie a un gol del solito Antoine Griezmann, stavolta entrato dalla panchina.

Che partita è stata Atletico-Bayern all’andata

Mercoledì scorso l’Atletico Madrid è riuscito, con ogni probabilità, a giocare esattamente il tipo di partita che Simeone sperava di fare contro un avversario forte e imprevedibile come il Bayern Monaco. La vittoria è stata raggiunta grazie a un’azione individuale memorabile di Saul Niguez, i cui già noti inserimenti in area sono tra le cose migliori mostrate dall’Atletico di quest’anno in fase offensiva. Risultato: l’Atletico è riuscito non soltanto a concludere la partita di andata senza subire gol ma anche a segnarne uno, dopo solo dieci minuti (più spesso, in questo genere di partite, l’Atletico quest’anno era riuscito a segnarlo nella seconda metà della partita, il gol che decideva l’incontro).

Nel secondo tempo il Bayern Monaco ha cercato di creare più gioco e pareggiare, ma – a parte un tiro di Alaba, da lunghissima distanza, finito sulla traversa – non è stato in grado di produrre azioni veramente pericolose. L’Atletico è riuscito sia a fare pressing sui portatori di palla, per impedire passaggi filtranti, sia a respingere efficacemente ogni tentativo del Bayern di mettere palloni alti pericolosi in area (puoi provarci anche 360 minuti di fila, con l’Atletico, e non cavarne niente). Intorno alla mezz’ora del secondo tempo, anzi, per poco l’Atletico non faceva il secondo: Fernando Torres, in una delle ripartenze dell’Atletico, si è “bevuto” Alaba in area – in copertura (male) su di lui – e ha calciato di esterno destro, molto bello, ma il pallone è finito sul palo alla destra di Neuer.

No, a parte il gol e i due “legni”, non è stata una semifinale di andata di quelle “spettacolari”, ma è proprio questo uno dei segnali, di solito, del successo di Simeone nella preparazione tattica della partita contro avversari tecnicamente superiori. Il Bayern ha tirato 20 volte ma soltanto 7 volte in porta: 5 volte ha tirato in porta l’Atletico Madrid, che però ci è riuscito con solo 11 tiri in totale e con solo il 26% di possesso palla. E l’Atletico Madrid ha vinto il 59% dei contrasti aerei. Una partita praticamente perfetta.

Chi gioca

Entrambe le squadre dovrebbero avere di nuovo a disposizione alcuni importati giocatori – soprattutto quelli dell’Atletico – assenti nella partita di andata. Nel Bayern sabato scorso è entrato a partita in corso Jerome Boateng, guarito dal suo recente infortunio all’inguine, e lui dovrebbe esserci; non è chiaro invece se Ribery sarà a disposizione, a causa di un problema alla schiena di cui ha sofferto nuovamente nel fine settimana scorso. L’Atletico potrà di nuovo contare su Godin, al centro della difesa insieme a Gimenez, e anche su Carrasco: dato che viene da un infortunio più lungo e noioso, capace però che Carrasco parta dalla panchina, e che Simeone preferisca affidarsi al centrocampo schierato all’andata.

Che partita potrebbe uscirne al ritorno

Guardiola deve inventarsi qualcosa. L’organizzazione tattica dell’Atletico nella partita di andata è bastata a neutralizzare o respingere con successo la maggior parte degli attacchi portati dal Bayern: scendere in campo lasciando la formazione tale e quale a quella dell’andata, ma stavolta con la necessità di fare almeno due gol, potrebbe comportare un consumo di energie notevolissimo ma sostanzialmente inefficace. In questo genere di cose Guardiola è probabilmente tra i migliori allenatori al mondo: quando c’è da inventarsi qualcosa e aggiungere imprevedibilità agli schemi.

In molti hanno criticato la sua scelta di lasciare Muller fuori dagli undici titolari nella partita di andata (è poi entrato a venti minuti dalla fine, senza riuscire a cambiare molto le cose). A prescindere da chi giocherà sulla trequarti, però, probabilmente è in difesa che Guardiola dovrebbe valutare di fare qualche scelta “azzardata”. Sebbene la maggior parte dei giornali sportivi tedeschi e spagnoli ritenga più probabile una formazione non troppo diversa da quella schierata all’andata (cioè una specie di 4-2-3-1), qui al Veggente non escludiamo invece la possibilità di vedere una difesa a tre, con Xabi Alonso poco più avanti rispetto a Javi Martinez e Alaba, e Lahm e Douglas Costa esterni, Vidal e Thiago Alcantara al centro, e Muller e Gotze (o Coman) alle spalle di Lewandowski.

Si perde qualcosa con Alaba centrale? Sì e no. “Sì” perché Alaba non è un centrale di ruolo (era un’ala), e infatti non è un fenomeno nelle marcature e in fase di copertura in genere; ma anche “no”, perché comunque Alaba è il genere di giocatore che piace a Guardiola, specialmente in partite del genere: ha i piedi “buoni”, è il giocatore del Bayern Monaco più preciso nei passaggi ed è rapidissimo a far partire o ri-partire l’azione. Inoltre è anche molto veloce, e nel caso di contropiede uno contro uno – tenendo conto che il Bayern attaccherà a testa bassa, e l’Atletico non aspetterà altro che il contropiede – Alaba è certamente il difensore più in grado di correre in difesa a contrastare l’avversario e aiutare Neuer.

Il problema per il Bayern sarà proprio quello: i contrattacchi dell’Atletico (e il palo colpito da Torres all’andata ne è un buon esempio). Dovendo attaccare con insistenza, e probabilmente con più giocatori – non soltanto sulle fasce ma anche con azioni centrali, quelle più spesso sviluppate o concluse da Muller – il Bayern si esporrà inevitabilmente ai contropiedi di Griezmann e Torres. Inoltre – non occorre dimenticarlo – l’Atletico ha in panchina calciatori rapidissimi e bravi tecnicamente come Correa e Carrasco (sempre che Carrasco non giochi dall’inizio), che in questa stagione hanno giocato bene e senza “timori” anche contro squadre molto forti.

È probabilmente questa la ragione che induce gran parte dei bookmaker a dare il Bayern favorito per la vittoria della partita ma l’Atletico favorito per il passaggio del turno: la consapevolezza che l’Atletico ha una possibilità piuttosto concreta di segnare almeno un gol nel corso dei novanta minuti, e a quel punto due gol al Bayern Monaco non basterebbero (e più di due gol all’Atletico Madrid in questa stagione li ha segnati soltanto una squadra soltanto una volta: il Celta Vigo, in una strana partita di ritorno di Coppa del Re, quando Simeone riponeva ancora un po’ di fiducia residua in Vietto).

L’arbitro sarà il turco Cüneyt Cakir, che parteciperà anche ai prossimi europei e che in questa stagione ha già arbitrato in diverse partite di Champions League, tra cui Arsenal-Barcellona agli ottavi e Manchester City-Real Madrid la settimana scorsa (e diverse altre partite della fase a gruppi, tra cui il 6-1 del Barcellona contro la Roma, in cui assegnò due rigori).

Le probabili formazioni:
BAYERN MONACO: Neuer; Javi Martínez, Alaba, Xabi Alonso; Lahm, Vidal, Thiago Alcantara, Douglas Costa; Müller, Götze (o Coman); Lewandowski.
ATLETICO MADRID: Oblak; Juanfran, Giménez, Godin, Filipe Luis; Gabi, Augusto Fernandez, Koke, Saul Niguez; Torres, Griezmann.

PROBABILE RISULTATO: 2-1
1X + UNDER 3,5 (1.50, SNAI)
OVER 5,5 CARTELLINI (1.83, Bet365)
OVER 1,5 SECONDO TEMPO (2.15, Eurobet)