Cosa ci fa il veggente su Facebook

Non siamo dei fanatici dei social network, non lo siamo mai stati, ma – in breve e per punti – ecco perché da un po’ di tempo utilizziamo Facebook, non con grande costanza ma riconoscendo una certa effettiva comodità:

1) è un buon albergo dove ci capita di trasferirci provvisoriamente quando si allaga casa (si incasina il server o s’impalla tutto o che altro);
2) lì c’è un mucchio di gente perennemente connessa ed è il genere di posto ideale in cui condividere ultime informazioni sulle formazioni ufficiali o su infortuni dell’ultimo minuto, tutte cose che a noi interessano molto (e in questo funziona benissimo Twitter);
3) è più facile arrivare a persone che non ci conoscevano prima e che da lì in avanti possono contribuire a rendere il sito un posto migliore, con i loro interventi sulla pagina che dedichiamo ogni giorno allo scambio di informazioni e considerazioni su eventi minori minori di cui la maggior parte di noi non conosce abbastanza.

Ultimamente Facebook ha apportato modifiche piuttosto pesanti all’algoritmo che decide cosa vedete sulla vostra bacheca e cosa no, ed è per questo che da un po’ di tempo quando accedete vi capita di ritrovarvi davanti ad aggiornamenti di vostri amici anche molto datati purché abbiano ottenuto una certa popolarità: per noi – e per i siti di news in genere – è una mezza rovina, perché si rischia di far girare contenuti stravecchi che non servono più a nessuno.

Una cosa è rimasta invariata: anche se la frequenza con cui compaiono gli aggiornamenti di una pagina che seguite è stata significativamente alterata, l’unico modo per essere certi di riceverli, quei tre o quattro aggiornamenti, resta sempre lo stesso, e cioè il benedetto “mi piace” sulla pagina del veggente.

facebook.com/ilveggente.it

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