La sfida tra Heat e Warriors non poteva capitare in un momento migliore. Davvero difficile, infatti, trovare due squadre più in palla in questo periodo della stagione. Perciò, quella di stanotte, sarà gara vera: gli ingredienti ci sono tutti per assistere ad un incontro in stile playoff, senza esclusione di colpi. Miami è reduce da un tour ad Ovest trionfale – macchiato dalla sconfitta di Sacramento – e vincendo metterebbe in seria discussione il primato dei Pacers, battuti ieri dai Raptors. James e Wade stanno facendo miracoli nonostante gli acciacchi, Bosh ha capito che quando e se lo vuole può benissimo fare il leader (contro Portland se l’è vinta da solo, 37 punti + 10 rimbalzi) e sta crescendo la fiducia nei panchinari (Allen, Beasley, Cole). Golden State è imbattuta da sei partite: basta questo per descrivere lo stato di forma di Curry e compagni. Svuotata l’infermeria, i Warriors hanno ripreso a correre come a novembre, rientrando in poco tempo tra le prime otto della Western Conference. Heat favoriti, ma non troppo. Occhio ai mismatches, possono essere decisivi: Curry contro LeBron (che a sua volta dovrà eludere la difesa di Iguodala, uno dei pochi in grado di limitarlo) e il duo Bogut-Lee contro Bosh.
Un nuovo infortunio costringerà Russell Westbrook a stare fuori almeno fino alla pausa per l’All Star Weekend di febbraio, ma i Thunder, almeno per il momento, sembrano non averne risentito. Detengono ancora il miglior record della lega insieme agli Indiana Pacers (26-6) e hanno vinto due delle tre partite in cui hanno dovuto fare a meno del loro play titolare. Anche la prevedibile sconfitta di due giorni fa nello scontro diretto coi Trail Blazers, terminata 98-94, ha dato le risposte che coach Brooks pretendeva: Oklahoma City è comunque una signora squadra, che può restare ai piani alti della Western Conference pur dovendo rinunciare a una pedina importante come Westbrook. Poi, per quanto riguarda l’anello, è ovvio che la sua presenza sarà fondamentale, ma questo è un altro discorso. Chi se la passa sempre più male, invece, è Brooklyn: i Nets non riescono a imprimere una svolta a questa disastrosa stagione e continuano a collezionare figuracce. Gli infortuni pesano, ma non possono essere un alibi per Jason Kidd, incapace di dare un’identita ad un gruppo a cui i campioni e il talento non mancano di certo.
Gli altri pronostici:
Cleveland Cavaliers – Orlando Magic 2
Chicago Bulls – Boston Celtics Under 180.5
San Antonio Spurs – New York Knicks 1
Phoenix Suns – Memphis Grizzlies 1
Utah Jazz – Milwaukee Bucks Under 190.5
Portland Trail Blazers – Charlotte Bobcats 1
Sacramento Kings – Philadelphia 76ers 2 Handicap 8.50

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