Sinner, che bordata: non solo il caso Clostebol, ma anche un altro fattore piazza al centro delle critiche il tennista azzurro. Cosa è successo
Lo sappiamo, è inevitabile. Quando uno arriva a toccare certi livelli, ad essere il numero uno al mondo dimostrandosi, oggettivamente, il più forte di tutti, c’è sempre chi non riesce ad accettare che tutto questa possa succedere. E allora, ogni scusante è quella buona per attaccare Jannik Sinner.
Non basta il caso Clostebol, ancora sotto osservazione dal Tas di Losanna dopo la decisione della Wada di presentare ricorso, ma adesso in mezzo – cosa saputa e risaputa – c’è anche la questione relativa al pagamento delle tasse di Sinner. Sappiamo benissimo che l’italiano è residente nel Principato di Monaco da molto tempo, molto prima di diventare il numero uno al mondo e molto prima di guadagnare così tanto grazie alle sue vittorie. Lui, Jannik, ha sempre detto che vive in quel lembo di terra per un solo motivo: secondo lui è la location ideale per allenarsi in tranquillità (con strutture adatte e che rispecchiano i suoi alti standard) ed esprimere il meglio ogni giorno. Sicuramente è così.
Bordata a Sinner: la parole di Ruud
Un tema, questo delle tasse, che a quanto pare – ma è davvero così? – sta a cuore a molti. Anche a Casper Ruud, che ha ricevuto anche delle accuse da parte della Norvegia perché è stata paventata la possibilità che lo stesso potesse lasciare la propria Nazione per vivere da un’altra parte e chissà, anche per questo pagare meno tasse. Nell’occhio del ciclone, il tennista, ha spiegato in un’intervista al Verdens Gang la sua storia.
“Ho scelto di restare qui e di pagare le tasse come qualsiasi altro norvegese. Indipendentemente da quale governo sia al potere, resterò” ha detto. “Qualcuno in Italia – si legge su tennisworlditalia.com – ha inevitabilmente cavalcato l’onda e paragonato il caso di Ruud (si stima paghi quasi il 40% di quanto fatturi) a quello del giocatore di San Candido: una volta uscita più allo scoperto la questione, molti non hanno accettato di buon grado la decisione di Jannik di avere la residenza non in Italia e, dunque, non contribuire al versamento delle tasse”. Solite polemiche all’italiana una volta si sarebbe detto. Ma a quanto pare toccano anche altre nazioni.

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