Il futuro di Berrettini è molto incerto. Non dipende solo da lui: le decisioni future potrebbero essere influenzate da un certo fattore.
La campagna sul cemento d’Oltreoceano non è andata come ci aspettavamo. Erano tante le incognite in ballo, avendo lui giocato, nell’ultimo anno, per lo più su terra rossa e su erba. Dopo averlo visto trionfare per due volte consecutive, però, le aspettative erano comprensibilmente alle stelle. Matteo Berrettini ha pagato, invece, lo scotto di non avere avuto il tempo di riprendere confidenza con la superficie dura.
Fa piacere, tuttavia, notare che il suo umore è migliorato e che il peggio, per fortuna, è ormai alle spalle. E neanche la flebite che lo ha tormentato alla vigilia degli Us Open gli ha tolto il sorriso, anzi. Segno che il romano ha imparato a gestire gli ostacoli e che vive il tennis, oggi, in maniera diversa da come ha sempre fatto.
Non resta che capire, a questo punto, come andrà da qui in avanti. Quali siano i suoi progetti futuri e le aspettative in vista del rush finale di una stagione che, nel bene e nel male, ci ha restituito un’incrollabile certezza: Matteo è talmente forte che anche quando tutto sembra andare a rotoli riesce comunque a collezionare 3 titoli Atp in una manciata di settimane. Cosa che, indubbiamente, ci fa ben sperare per il prosieguo di un anno in cui ha giocato poco, sì, ma molto bene.
Berrettini ha un piano, ma non è ancora detto
Ha parlato della programmazione concordata con mister Francisco Roig poco prima di lasciare New York, rivelando di essere praticamente ad un bivio.
Il suo nome è nell’entry list di uno dei primi tornei che si disputeranno una volta calato il sipario sullo Slam a stelle e strisce: quello di Hangzhou, che ospita un 250 nell’ambito del quale l’azzurro potrebbe mettere qualche altro match nelle gambe. L’ultima parola non spetta, però a lui, ma a Filippo Volandri, che sappiamo essere il capitano della Nazionale azzurra in Coppa Davis.
A settembre scoccherà l’ora della fase a gironi, per cui non è detto che Matteo volerà effettivamente in Cina. “Le prime convocazioni sono state fatte ma il capitano ci ha detto di rimanere tutti sull’attenti, quindi siamo in attesa – ha rivelato – Io comunque sono iscritto in Cina al primo torneo ATP 250 e poi a Tokyo e Shanghai, ho tanta voglia di giocare. Se dovessi essere convocato per la Davis sarei contentissimo di rappresentare l’Italia, altrimenti andrò subito in Cina”. Ne sapremo di più, ad ogni modo, nei prossimi giorni.

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