Jannik Sinner ha cercato di tenerlo nascosto, ma la sua versione dei fatti è stata improvvisamente ribaltata: le cose stanno così.
Qualcuno sostiene che fosse inevitabile e che, pur volendo, non ci fossero più i presupposti per lavorare insieme. Altri ritengono, invece, che la sua presa di posizione sia stata estrema e che avrebbe potuto dare loro una seconda chance. Ma si dimentica, in tutto ciò, che la decisione spettava solo ed esclusivamente a lui. Che sua era, e così doveva essere, l’ultima parola, in quanto “parte lesa”.

In virtù di ciò, Jannik Sinner ha deciso che il fisioterapista Giacomo Naldi e il preparatore atletico Umberto Ferrara non potevano più fare parte del suo team. Li ha congedati a poco meno di una settimana di distanza dal giorno in cui quell’inaspettato comunicato stampa ha fatto irruzione sui media e sui social, facendo un gran baccano. Nessuno avrebbe mai lontanamente immaginato che il numero 1 del mondo, all’improvviso, si ritrovasse al centro di un presunto caso di doping.
L’Itia lo ha scagionato da ogni accusa ed è stato provato che la contaminazione da Clostebol è stata del tutto involontaria, ma la frittata era ormai fatta. Naldi e Ferrara, benché non ne avessero intenzione, hanno commesso qualche errore di troppo, ragion per cui Sinner non se l’è sentita di continuare a lavorare insieme a loro. Quella che ha raccontato è stata, però, una mezza verità. L’altra parte di questa verità, riservato com’è. l’ha tenuta per sé, fino a che qualcun altro non ha deciso di rivelarla al posto suo.
Sinner, inevitabile ma doloroso: Cahill sputa il rospo
Quando l’altoatesino ha comunicato la decisione di licenziare i due professionisti, si è espresso in questi termini: “Ferrara e Naldi hanno dato un contributo importante alla mia carriera. Ma a causa di questo errore, ora, non ho più la fiducia per continuare a lavorare con loro. C’è bisogno di aria nuova nel team”.

Detto così, si potrebbe pensare che sia stato facile, per lui, mettere alla porta Naldi e Ferrara. Non è così, però, e a confessarlo, ribaltando questa versione dei fatti, è stato Darren Cahill, uno dei due coach di Sinner, che ha concesso una lunga intervista a ESPN. Ha parlato di tutto un po’, di come è stato convivere con questo “segreto”, ma si è anche soffermato, appunto, sull’addio al fisioterapista e al preparatore atletico.
“La separazione da loro è stata traumatica, Jannik ha deciso di prendersi un po’ di spazio da ciò che gli è successo negli ultimi mesi; quindi, Naldi e Ferrara non fanno più parte del team”. “È molto difficile per noi, perché Naldi e Ferrara hanno fatto un lavoro incredibile e rappresentano una gran parte della ragione per cui Sinner ha raggiunto questi risultati”. È stato tutt’altro che facile, insomma, come potrebbe avere ipotizzato buona parte dei tifosi, che invocava le forche dimenticando quanto i due membri del suo team siano stati determinanti ai fini della sua ascesa.

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