Sinner vola e Alcaraz trema: un primato da campione

Sinner, stavolta il primato è suo e Alcaraz può solo “guardare”: così l’altoatesino ha letteralmente sbaragliato la concorrenza.

Avrebbe voluto vincere uno Slam. O quanto meno un Masters 1000. Nulla di tutto ciò è accaduto, benché ci sia andato vicino in diverse occasioni. Il suo sogno non s’è ancora avverato, ma non si può di certo dire che il suo 2022 sia stato deludente o privo di traguardi.

Sinner vola e Alcaraz trema: un primato da campione
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Al netto degli infortuni e degli ostacoli che l’hanno caratterizzata, la stagione di Jannik Sinner ha restituito a noi e a lui parecchie certezze. Poco importa che non abbia alzato al cielo le coppe che sperava di poter esporre in bacheca, perché ha comunque portato a casa dei risultati straordinari su altri fronti.

Il numero 15 della classifica Atp ha disputato “solo” 18 tornei negli ultimi undici mesi, ma sono bastati per portarlo in cima ad un altro ranking. Quello, nello specifico, che analizza dei parametri ben precisi e che decreta, sulla base delle percentuali ottenute, quali giocatori abbiano fatto meglio in determinati ambiti.

Sinner straccia la concorrenza: il primato è suo

Sinner vola e Alcaraz trema: un primato da campione
Sinner e Alcaraz ©️LaPresse

E Sinner, cosa che non ci stupisce affatto, è stato il migliore italiano in assoluto sul fronte del rendimento sotto pressione, nonché il miglior giocatore del circuito a reggere la tensione sul cemento. Il parametro in cui brilla è l‘Under pressure rating, una percentuale che fotografa e “quantifica” l’abilità del giocatore di reagire nei momenti clou nei match.

Stando alla graduatoria stilata dall’Atp, il giovane altoatesino avrebbe dimostrato sangue freddo e grande mentalità. Questo perché, appunto, nei momenti decisivi, quali palle break, set decisivi e tie-break, è stato in grado di alzare l’asticella e di trarre vantaggio da una potenziale “situazione pericolosa”.

Il 21enne di San Candido, come ci rivela la statistica, è il secondo giocatore che si è comportato meglio, nei momenti ad alta tensione, su tutte le superfici. Prima di lui c’è solo Sascha Zverev, mentre il suo più acerrimo rivale, ossia Carlos Alcaraz, è lontano anni luce dai suoi numeri. Un primato niente male, dunque, che la dice lunga sulla sua forza di volontà e sulla resilienza del tennista, giovane ma già capace di gestire la pressione. Che non è poco, quindi chapeau all’altoatesino.