Sinner e i muscoli di Alcaraz: il puzzle è quasi completo

Sinner si lascia ispirare da Alcaraz e decide di invertire la rotta: la ricetta per diventare il numero uno del circuito.

Di lavoro da fare ce n’è tanto. Tantissimo. Se non ce ne fosse non ci sarebbe stato alcun bisogno, d’altra parte, di assoldare una figura speciale all’interno del suo team. Se Jannik Sinner lo ha fatto è perché ha le idee chiare. Sa cosa vuole, dove intende arrivare e quali ostacoli incontrerà lungo la strada.

Sinner
©️LaPresse

L’arrivo di Darren Cahill è stato ufficializzato solo qualche giorno fa, ma il suo ingresso nel team era nei fatti già avvenuto nelle scorse settimane. L’allenatore australiano si era recato ad Eastbourne per incontrare il suo nuovo pupillo ed è proprio lì, quando ancora non c’era nulla di ufficiale, che hanno iniziato a lavorare insieme.

I frutti di questa collaborazione, seppur sia ancora nella sua fase “embrionale”, si sono già visti. Nel Regno Unito l’altoatesino e il suo nuovo supercoach hanno lavorato sul servizio e non è un caso che a Wimbledon sia riuscito a mettere nel sacco una quantità di ace davvero impressionante.

Sinner come Alcaraz: la ricetta perfetta

Sinner
Alcaraz ©️LaPresse

Non è la sola cosa di cui hanno parlato, in ogni caso. Il giovane talento italiano e il suo coach aussie hanno deciso di comune accordo che c’è un aspetto in particolare sul quale è il caso di insistere. Perché forse, questo è ciò che pensano in molti, è quello il pezzo mancante del puzzle.

Come riferisce Tennis World, Cahill e Sinner intendono concentrarsi molto sul fisico del ragazzo. Per forgiarlo, per irrobustirlo molto probabilmente. Gran parte del lavoro, giacché l’intenzione non è quella di snaturare il gioco dell’azzurro, sarà quindi indirizzata in questo senso.

Che poi è la stessa identica cosa che ha fatto lo scorso inverno Carlos Alcaraz, che dopo Wimbledon è ufficialmente l’antagonista numero uno di Jannik. L’iberico ha messo su dei muscoli pazzeschi in un lasso di tempo relativamente breve ed è stato a partire da quell’evoluzione fisica che ha iniziato a crescere sempre più sotto il profilo sportivo. Che sia questa la chiave di volta per fare del nativo di San Candido uno dei mostri sacri del futuro?