Amadeus, Giovanna Civitillo e il gioco d’azzardo: il caso finisce al Senato

Amadeus, il Gruppo misto presenta in Senato un’interrogazione che riguarda lui e la moglie Giovanna Civitillo: cosa succede a Palazzo Madama.

L’atmosfera goliardica e le dinamiche di gioco hanno fatto di Affari tuoi uno degli show più apprezzati e godibili del palinsesto televisivo italiano. Peccato solo che alla vigilia del suo ventesimo “compleanno” il format rischi di subire una revisione o, nel peggiore dei casi, di scomparire una volta per tutte dalla programmazione di Mamma Rai.

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L’ipotesi è ancora remota, ma non del tutto campata in aria. E questo perché un’interrogazione che ha come oggetto proprio la trasmissione in questione è finita, in questi giorni, sugli scranni del Senato. Il tutto dopo che un articolo, pubblicato sulle colonne del quotidiano Avvenire, ha messo in luce quelle che a detta della redazione sarebbero delle presunte “ombre” dello storico format.

Nel mirino c’è l’inedito formato famiglia, la cui conduzione è stata affidata ad Amadeus e alla moglie Giovanni Civitillo, le cui regole sono leggermente diverse da quelle che caratterizzano la versione tradizionale di Affari tuoi. Si gioca in coppia – una persona comune affiancata da un vip – al cospetto di amici e parenti che fanno da pacchisti.

Amadeus, “Affari tuoi” finisce nel mirino del Senato

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L’Avvenire non ha dubbi sul fatto che lo show “si sia trasformato in un vero e proprio gioco d’azzardo“. “Il concorrente che rifiuta l’offerta del dottore – si legge sul noto quotidiano milanese – e va avanti è il giocatore che gioca al rialzo. Esattamente come il gambler al tavolo del poker“.

Il Gruppo misto del Senato ha dunque colto la palla al balzo e presentato a Palazzo Madama un’interrogazione che porta la firma di ben nove esponenti. Nell’interpellanza chiedono al ministro dello Sviluppo economico Giorgetti “se non ritenga che un format del genere possa istigare all’azzardo. E se, in tal caso, debba intervenire, nell’ambito delle sue attribuzioni, perché venga rispettato il dettato del contratto di servizio tra Rai e Ministero dello sviluppo economico”.

La loro interrogazione, giunta in un momento in cui ci sono certamente questioni più cruciali da affrontare in quell’aula, potrebbe rimanere lettera morta. O forse no. Tanti senatori meno “severi” difficilmente l’appoggeranno. Perché in fondo si tratta d’intrattenimento e poco c’entra in effetti col gioco d’azzardo, ma l’ultima parola ovviamente spetterà al ministro.