Sinner sulle orme di Wawrinka | Un dettaglio complica l’addio

Sinner, la situazione non è facile da gestire. Ecco come stanno le cose con Riccardo Piatti e quali novità ci sono all’orizzonte.

Jannik Sinner non ha proferito una sola parola. Riccardo Piatti neppure. Né l’allenatore e né il suo “discepolo” hanno inteso confermare le notizie che si stanno rincorrendo online e sulla carta stampata in questi giorni, ma che i due abbiano rotto definitivamente sembra ormai più che evidente.

Sinner
©️LaPresse

Il tennista altoatesino avrebbe addirittura già individuato il coach al quale affidarsi. La sua scelta è ricaduta su Magnus Norman, le cui gesta epiche sono note a tutto il mondo degli appassionati di tennis. Non solo le sue, visto che ha giocato ed è stato il numero due al mondo, ma anche quelle a cui ha contribuito indirettamente.

L’ex tennista ha allenato con grandissimi risultati Robin Soderling e soprattutto Stanislas Wawrinka, che grazie al suo potente rovescio e al metodo infallibile del coach che lo ha seguito per svariato tempo ha aggiunto innumerevoli vittorie al suo incredibile palmares.

Leggi anche: Berrettini, pericolo scampato: ma ce n’è un altro all’orizzonte

Sinner ha scelto, ma la legge non è dalla sua parte

Sinner
Stan Wawrinka ©️LaPresse

Sinner non ha scelto a caso, quello è ovvio. Ed era giusto che ponderasse al meglio la sua scelta per nulla facile: Piatti, al netto delle incomprensioni che hanno alimentato la fine della loro “storia”, resta comunque un grande mentore. E non gli si può assolutamente negare il merito di averlo condotto nella top ten.

Prima di ufficializzare la nuova collaborazione con Norman, però, Sinner dovrà chiarire le questioni legali che faranno inevitabilmente seguito all’addio al vecchio coach. L’improvvisa interruzione del contratto col Piatti Tennis Center, fanno sapere da Ubitennis, scatenerà delle questioni legali di non poco conto.

Jannik potrebbe andare incontro a delle conseguenze di tipo economico e legale piuttosto rilevanti, ma probabilmente se ne curerà ben poco. La sua priorità ora è tornare in campo il prima possibile e farlo insieme ad un allenatore che possa seguirlo in ogni dove e con la costanza e l’impegno che un talento del genere, per forza di cose, richiede.