Australian Open, clamorosa retromarcia: la regola che cambia tutto

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Australian Open, gli organizzatori fanno dietrofront: trattative in corso per permettere a tutti i tennisti di partecipare. 

Si è ritirato. Anzi, no. Non è vaccinato. O forse sì. Stanno circolando talmente tante notizie contrastanti, sul conto di Novak Djokovic, che è davvero impossibile capire come stiano realmente le cose. Anche perché, nel corso delle ultime ore, il quadro della situazione è completamente cambiato.

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Innanzitutto pare non sia vero che il numero 1 del mondo si sia cancellato dall’Atp Cup: è ancora regolarmente iscritto, come hanno fatto sapere dall’Australia, smentendo le voci circolate in Serbia. Nonostante questo, pare che Nole non sia ancora partito alla volta della terra dei canguri.

Si sta però allenando a Belgrado, probabilmente in attesa di notizie e di un possibile via libera da Sidney. Già, perché in Australia si sta lavorando anche e soprattutto per lui. Per consentirgli, in un modo o nell’altro, di giocare. Anche in assenza, si presume, di vaccino o dell’apposita esenzione medica richiesta dagli organizzatori.

Australian Open, uno spiraglio per Djokovic

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Fonti vicine a Tennis Australia, come riferisce la Gazzetta dello Sport, hanno fatto sapere che potrebbe essere varata, da qui a breve, una regola ad hoc. Appositamente pensata e “modellata”, dunque, per non perdere l’occasione di avere in campo agli Australian Open il leader assoluto.

Che Slam sarebbe, devono aver pensato, senza Djokovic come “attrazione”? Ed ecco spiegato, quindi, perché si sia deciso di fare retromarcia e di revisionare le regole così da non perdere questa ghiottissima occasione.

Blic avrebbe riferito, nello specifico, di una trattativa in corso tra il governo di Victoria e Tennis Australia, il cui fine ultimo sarebbe quello di permettere anche ai tennisti di cui non si conosce la situazione vaccinale di giocare a Melbourne. Non riguarderebbe solo Nole, dunque, ma una decina di tennisti in totale.