Champions League: Barcellona-Paris Saint Germain (mercoledì)

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Mercoledì sera al “Camp Nou”, nella partita di ritorno degli ottavi di Champions League contro il Paris Saint-Germain, il Barcellona deve cercare di rimediare al 4-0 subìto nella partita di andata. È una montagna da scalare: nessuna squadra ci è mai riuscita, in competizioni europee, a passare il turno dopo un risultato del genere.

BARCELLONA – PARIS SAINT GERMAIN | mercoledì ore 20:45

Dopo il sorteggio delle prime partite delle fasi eliminatorie di Champions League, il confronto tra il Barcellona e il Paris Saint-Germain è stato da molti osservatori ritenuto il più affascinante e interessante da seguire, per la forza delle due squadre e per la storia recente di entrambe le società. In pochissimi, anche tra i più convinti estimatori del PSG, avrebbero immaginato che la prima partita, giocata a Parigi il 14 febbraio scorso, si sarebbe conclusa con un vantaggio così ampio (4-0) per la squadra che dall’estate scorsa è allenata da Unai Emery, ex allenatore del Siviglia vincitore delle ultime tre edizioni consecutive della Europa League.

Cosa è successo all’andata
Il PSG ha giocato una partita perfetta fin dai primi minuti, e in molti hanno attribuito una parte del merito a una scrupolosa preparazione tattica da parte di Emery. Il pressing alto compiuto da tutta la squadra, schierata con il 4-3-3, ha impedito al Barcellona di impostare per bene l’azione, palla a terra, fin dai primi passaggi. I frequenti movimenti in diagonale senza palla di Draxler e Di Maria, in particolare, hanno impedito ai centrali del Barcellona di fornire palloni facili ai terzini, lasciando come principale alternative a disposizione soltanto il retropassaggio a Ter Stegen o il lancio lungo. Cavani, centralmente, si è molto impegnato per impedire che il pallone venisse passato a Busquets o a Iniesta dallo stesso Ter Stegen.

Quando il pallone riusciva in qualche modo ad arrivare a Busquets e Iniesta, la seconda linea di pressing del PSG, formata da Verratti e Matuidi, restava vicinissima al portatore di palla, prendendosi molti rischi e disinteressandosi dell’inevitabile inferiorità numerica che si creava alle proprie spalle. Questo approccio estremamente aggressivo del PSG ha portato il Barcellona ad avere un numero insolitamente alto di controlli ceduti agli avversari (14) e il PSG a riuscire a interrompere molte volte (18) i passaggi del Barcellona. Dopo il gol su punizione di Di Maria la partita non è cambiata, e anzi il PSG ha tratto ulteriore vantaggio dall’evoluzione tattica della partita avendo a disposizione più occasioni di aggiungere il contropiede alle alternative di attacco.

Gli altri gol sono stati segnati da Draxler (40°), un altro da Di Maria (55°) – molto bello: di sinistro, a giro – e l’ultimo da Cavani (71°), al termine di un’azione individuale di Meunier, quasi del tutto incontrastato. Eccetto questa ultima azione, quasi tutto il buono degli attacchi del PSG è sorto dalla libertà di movimento concessa a Di Maria, Draxler e Verratti (uscito al 70° per un infortunio muscolare).

Dove stia il confine tra i meriti del PSG e i demeriti del Barcellona nella partita di andata è stato un argomento molto dibattuto. Pur riconoscendo al PSG di aver giocato una partita di grande intelligenza tattica e straordinario impegno sia sul piano atletico che caratteriale, molti commentatori hanno trovato del tutto inusuale la quasi assoluta incapacità del Barcellona di rendere proficuo il possesso palla. I giocatori arrivavano tardi su tutti i palloni, e non c’è stata fase della partita in cui almeno qualcuno occupasse la posizione giusta al momento giusto: sembrava tutto più difficile. È stata quella la principale sorpresa: la partita molto deludente del Barcellona, sia sul piano individuale che collettivo, quando aveva il controllo del pallone. Che poi la difesa potesse prendere gol, invece, era generalmente messo in conto un po’ da chiunque. (Addirittura quattro, ecco, magari no).

Che è successo nel frattempo
Il Barcellona – primo in classifica in campionato – ha vinto tutte e quattro le partite giocate dopo quella sconfitta: ha battuto 2-1 il Leganés, 2-1 l’Atletico Madrid, 6-1 lo Sporting Gijón e 5-0 il Celta Vigo, sabato scorso. Nella conferenza stampa dopo la partita contro lo Sporting, Luis Enrique ha annunciato che al termine di questa stagione lascerà il suo incarico di allenatore del Barcellona, che ricopre dalla stagione 2014-2015.

Il Paris Saint-Germain in campionato è in seconda posizione insieme al Nizza, con 62 punti, tre in meno del Monaco, primo. Dopo la vittoria con il Barcellona ha pareggiato 0-0 contro il Tolosa e ha poi battuto 5-1 il Marsiglia, 2-0 il Niort (in Coppa di Francia) e 1-0 il Nancy, sabato scorso, grazie al 37° gol stagionale di Cavani (non hanno giocato né Di Maria né Rabiot).

Chi gioca e chi manca
Rispetto alla partita di andata il Barcellona avrà a disposizione Arda Turan e soprattutto Mascherano, probabilmente il più duttile tatticamente tra i giocatori del Barcellona con una certa esperienza in ambito internazionale. Non aveva cominciato benissimo la stagione, ma poi – prima che un infortunio muscolare lo fermasse – aveva compiuto evidenti progressi e dato un grande aiuto alla squadra.

Nel PSG sarà di nuovo disponibile ma non è detto che giochi Thiago Motta, assente all’andata per un problema muscolare a un polpaccio. Sarà invece certamente in campo Thiago Silva, la cui imprevista assenza nella difesa del PSG nella partita di andata non è stata per nulla sfruttata dal Barcellona. C’è qualche incertezza sullo stato fisico di Di Maria, che è stato regolarmente convocato ma che sabato scorso non era in campo non per prevedibili ragioni di turnover ma per un affaticamento muscolare.

Che partita può uscirne
Il Barcellona ha da scalare una montagna. Che possa farcela a segnare cinque gol senza subirne neanche uno è da molti ritenuto improbabile (rispetto a questa ipotesi è forse persino più probabile che ne possa segnare sei e prenderne almeno uno). Dopo un 4-0 nella partita di andata delle fasi eliminatorie nessuna squadra è mai riuscita a passare il turno nella storia delle competizioni europee. Il Barcellona ci proverà, naturalmente, anche perché se c’è una squadra capace di stabilire un record del genere quella squadra è il Barcellona.

Ma a rendere questo scenario ancora più improbabile – più di quanto non lo sia già solo statisticamente – c’è la considerazione del fatto che il Barcellona, all’andata, non ha mai dato l’impressione di sapere come affrontare il PSG. Il secondo tempo, da questo punto di vista, è quello che offre maggiori spunti: il PSG sa benissimo come giocare anche in contropiede, si è capito, ed è proprio il genere di partita che Emery probabilmente proverà a impostare. Ammesso che il gruppo storico di giocatori formidabili del Barcellona – Messi, Iniesta, Neymar e Suarez – trovi il modo di portare la squadra subito in vantaggio, un’eventuale gol in contropiede del PSG escluderebbe definitivamente qualsiasi ipotesi residua di qualificazione (a quel punto nemmeno un 5-1 basterebbe).

L’arbitro sarà il tedesco Deniz Aytekin, uno che generalmente “lascia correre”, il che non è una buonissima notizia per il Barcellona: anche l’arbitro della partita di andata, Szymon Marciniak, ha scelto di intervenire il meno possibile.

Le probabili formazioni:
BARCELLONA: Ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Umtiti, Alba; Busquets Rakitic (o Rafinha), Iniesta; Neymar, Messi, Suarez.
PARIS SAINT-GERMAIN: Trapp; Meunier, Marquinhos, Thiago Silva, Kurzawa; Rabiot (o Motta), Matuidi, Verratti; Di Maria (o Lucas Moura), Draxler, Cavani.

PROBABILE RISULTATO: 3-1
GOL (1.55, Eurobet)
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CALCIO D’ANGOLO PRIMA DEL MINUTO 09:00 (1.83, Bet365)
OVER 10,5 CALCI D’ANGOLO (2.00, Bet365)