I cori razzisti durante Montenegro-Inghilterra

Lunedì sera a Podgorica la nazionale inglese ha giocato contro il Montenegro la sua seconda partita di qualificazione al prossimo campionato europeo. È finita 5-1 per l’Inghilterra, ma della partita si è molto parlato principalmente per una serie di insulti e cori razzisti rivolti da un gruppo di spettatori dello stadio Pod Goricom ad alcuni calciatori inglesi. L’UEFA ha aperto un’indagine per violazione dell’articolo 14 del regolamento disciplinare (comportamenti razzisti) e ne discuterà il prossimo 16 maggio.

L’esterno del Manchester City Raheem Sterling, uno dei più attaccati insieme a Callum Hudson-Odoi e Danny Rose, ha segnato il quinto e ultimo gol dell’Inghilterra. Ha quindi esultato afferrandosi le orecchie con le mani. Tramite uno dei suoi profili social ha poi pubblicato una foto della sua esultanza accompagnata dal commento: “Il miglior modo per zittire gli haters (sì, intendo i razzisti)”.

Il commissario tecnico della nazionale inglese, Gareth Southgate, ha definito “inaccettabili” gli insulti razzisti sentiti allo stadio, pur attribuendoli a una minoranza degli spettatori. Ha detto di aver parlato individualmente con ciascuno dei suoi giocatori e ha annunciato che l’Inghilterra farà rapporto all’UEFA. “Non sono un’autorità in materia, sono soltanto un uomo bianco di mezza età che parla di razzismo”, ha detto Southgate. In conferenza stampa Ljubisa Tumbakovic, commissario tecnico del Montenegro, ha invece negato di aver sentito cori razzisti e si è rifiutato di fare ulteriori commenti.

A Sterling è stato chiesto se ritenga la squalifica dello stadio o un certo numero di partite a porte chiuse contromisure utili per tentare di contrastare questo fenomeno. “O questo, o comunque qualcosa di serio per loro, in modo da indurli a pensarci due volte prima di rifarlo la prossima volta”, ha detto.