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Attualità

Sinner e il segreto del cappellino: perché non lo toglie mai

Sinner, svelato finalmente l’arcano: ecco perché il tennista altoatesino non si separa mai dal suo berretto.

Che sia bianco o che sia nero, arancione oppure blu, è l’elemento fondante del suo stile. Jannik Sinner non è mai sceso in campo senza il suo cappellino d’ordinanza, che indossa puntualmente come fosse una divisa. E i fan si sono sempre chiesti se lo facesse per scaramanzia e perché lo reputi, magari, una sorta di amuleto.

©️LaPresse

No, la ragione non è questa. C’è ben altro dietro la strana, ma comunque comune a molti altri tennisti, abitudine di indossare il berretto ogni volta che è impegnato in un nuovo match. Lo stesso Matteo Berrettini non se ne separa mai: il romano lo indossa al contrario, con la visiera sulla nuca, ragion per cui si è sempre pensato che il suo fosse più che altro un feticcio.

Dietro la mania di Sinner non c’è, invece, nulla di tutto ciò. Il perché non riesca proprio a rinunciare al suo cappellino, che a questo punto è un po’ la sua coperta di Linus se vogliamo, lo ha rivelato lui stesso alla Gazzetta dello Sport, nell’intervista pubblicata sull’edizione odierna.

Sinner e il suo berretto: perché non se ne separa mai

©️LaPresse

Quando il giornalista Riccardo Crivelli gli ha chiesto se lo vedremo mai giocare senza quell’accessorio immancabile nel suo look, la sua risposta è stata negativa. L’altoatesino non prende neanche in considerazione l’idea di rinunciarvi, e il perché è presto detto.

«No – ha risposto Sinner al quesito posto dall’intervistatore – perché mi serve per tenere dentro i capelli che sono sempre troppo lunghi. Non è che mi senta Sansone che perde le forze se li taglia, è che sono pigro – ammette alla fine – e non riesco ad andare dal parrucchiere».

La sua riccioluta chioma rossa, effettivamente, non sarebbe affatto facile da gestire in campo. Caratteristica senz’altro, ma oggettivamente scomoda per uno abituato a correre all’impazzata da una parte all’altra del rettangolo di gioco. Ecco svelato, quindi, il suo arcano.

Luigi Maria Chiappetta

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