Matteo Berrettini va in direzione ostinata e contraria: nessun altro lo avrebbe fatto.
C’è un’antica superstizione, tutta italiana, che affonda le sue radici nel Medioevo. Fu allora che si iniziò a pensare che esistesse un colore che portava sfiga e che quel colore fosse, come molti di voi certamente sapranno, il viola. Ancora oggi, ma per lo più nell’ambiente teatrale, si tende a pensare che sia meglio evitare gli abiti declinati in questa nuance, nella convinzione che farlo sia di cattivo auspicio.
A sfatare questa sciocca credenza ci hanno pensato le star, che da qualche anno a questa parte hanno iniziato a vestirsi di purple dalla testa ai piedi, in qualunque circostanza. Perfino sui red carpet, benché il dress code dei grandi eventi, almeno teoricamente, non preveda l’utilizzo di questo bellissimo colore. E anche Matteo Berrettini, per la verità, ci ha messo del suo, contribuendo a sfatare il pericolosissimo mito del viola porta sfortuna.
In che modo? Semplice, ma vogliamo procedere per gradi. Iniziamo col dire, quindi, che, in primo luogo, il suo cuore è proprio di colore viola. Il martello romano ha raccolto l’eredità del nonno paterno, nato e cresciuto a Firenze, per cui anche lui è tifosissimo della Fiorentina. E chissà che la sua passione per questa tonalità non sia nata proprio per questo motivo.
Certo è che, in generale, Berrettini è andato controcorrente. Se a molti il viola ha portato sfiga, a lui ha portato tanta, tantissima, fortuna. Lo dimostra il fatto che abbia vinto, per ben due volte consecutive, un torneo il cui campo è prevalentemente di colore viola.
Ci riferiamo a quello del Queen’s Club di Londra, dove si gioca il torneo sull’erba che anticipa la magia di Wimbledon. Sono state scattate in una cornice viola, dunque, alcune delle foto più belle della sua carriera, che hanno reso immortali dei momenti magici ed indimenticabili. Non ci stupisce affatto, dunque, che in occasione di questo ritorno al tennis The Hammer abbia deciso di optare, per l’appunto, per una maglia di questo magnifico colore.
Col viola indosso Matteo è parso più in palla che mai e ci piace pensare, superstizioni a parte, che il viola abbia fatto un po’ la sua parte, nella vittoria al primo turno degli Australian Open. Teoria che un secondo successo potrebbe ulteriormente confermare, oppure smentire. E non ci resta altro che sperare, a questo punto, che il colore più temuto di tutti i tempi possa regalarci un epilogo inaspettato.
Questo contenuto è stato modificato 14 Gennaio 2025 15:47
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