Tifosi in ansia per Verstappen: il pilota olandese, tre volte campione del mondo, è una furia. Cosa sta succedendo
Un momento così per Max Verstappen. Che credeva, dopo un avvio di stagione fulminante, di aver chiuso anche questa pratica Mondiale: sarebbe stato il quarto anno di fila davanti a tutti. Al momento è il leader della classifica, ovviamente, ma ha soli 38 punti di vantaggio su Norris e soprattutto, a sei gare dal termine della stagione, ha una macchina meno competitiva del solito. La McLaren va decisamente meglio.
Nei giorni scorsi, durante il weekend di Singapore, a Verstappen è stata inflitta una sanzione, abbastanza lieve, per aver pronunciato una parolaccia durante la conferenza stampa del giovedì, quella che prepara al weekend. Al campione del mondo, la federazione, ha ordinato di svolgere dei lavori di pubblico interesse: le polemiche non sono mancate per questa stretta sul linguaggio che è stata voluto dal presidente della Fia Mohammed Ben Sulayem. Inoltre c’è un retroscena importante sulla questione, raccontato da formulapassion.it.
Tra i diversi commissari che erano presenti al weekend a Marina Bay, c’era anche l’ex pilota Johnny Herbert, che parlando a CasinoHawks ha svelato alcuni retroscena dell’accaduto: “La segnalazione è giunta a noi, che abbiamo avuto una chiacchierata con Max durata 20-30 minuti. Si capiva dal suo viso che era molto arrabbiato. Quando se n’è andato era più sereno e non ha incolpato noi steward. Come commissari abbiamo una serie di strumenti per punire i piloti, siamo lì per applicare le regole e prendere una decisione collegiale. Avremmo potuto multarlo, ma abbiamo ritenuto più utile la via dei lavori socialmente utili. Starà a Max e alla FIA decidere cosa fare”.
E non è finita qui, perché Herbert successivamente ha pure spiegato che i commissari hanno avuto un briefing con tutti i piloti e almeno uno di questi, del quale non ha rivelato l’identità, ha sottolineato come per lui le parole “erano inaccettabili”. “A me la vena ribelle di Verstappen piace ha chiuso – è onesto e aperto. Ma c’è un tempo e un luogo per ogni cosa e personalmente ritengo ci siano troppe parolacce. Non voglio che mio nipote di 5 anni ascolti un linguaggio del genere”.
Questo contenuto è stato modificato 9 Ottobre 2024 11:12