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Sinner, è finita: è arrivato al capolinea

Sinner al capolinea, le sue parole dimostrano che ormai è finita: da questo momento in poi, si cambia musica.

Chi lo conosce dice che non è cambiato di una virgola. Che il successo non gli ha minimamente dato alla testa, come invece è capitato ad altri campioni che hanno fatto la storia dello sport. Pare sia sempre lo stesso, tale e quale, quindi, a quel ragazzino che, ancora acerbo e inesperto, lasciò casa, lassù fra i monti, per trasferirsi a Bordighera, alla corte di Riccardo Piatti.

Jannik Sinner è il numero 1 dal mese di giugno (LaPresse) – Ilveggente.it

A guardarlo bene, però, non sembra affatto quell’adolescente che, cinque anni fa, ha fatto il suo debutto nel circuito maggiore. Gli addetti ai lavori si erano già accorti del suo talento e della precisione con cui piazzava i suoi colpi, ma di strada da fare ce n’era ancora tantissima. L’ha fatta tutta e l’ha fatta anche correndo, bruciando le tappe e conquistando la vetta del monte Atp alla velocità della luce.

Non si può dire, quindi, che non sia cambiato proprio nulla. Basta guardare i suoi capelli e il suo corpo per rendersi conto di quanta acqua sia passata dal trasferimento in Liguria al trono del ranking mondiale.

Sinner, quel viaggio si è concluso: obiettivo raggiunto

Una cosa, su tutte, è cambiata: il suo fisico. Molti temevano che Sinner non potesse arrivare lontano perché gracile e poco muscoloso, ma negli ultimi due anni si trasformato come, forse, non credevamo possibile.

Simone Vagnozzi è l’allenatore di Jannik Sinner (LaPresse) – Ilveggente.it

Al punto che, come ha riferito il suo coach Simone Vagnozzi in un’intervista rilasciata a Ubitennis, il campione sarebbe ormai arrivato al capolinea. Ha raggiunto il suo traguardo. Tant’è che, quando gli è stato chiesto se il lavoro sul versante fisico possa dirsi concluso, il tecnico ha risposto così: “Credo di sì, magari si può mettere ancora qualche muscolo in più, ma non troppo, perché non bisogna esagerare nel mettere troppa massa”.

“Dal mio punto di vista credo che le sue qualità debbano rimanere la rapidità, la velocità negli spostamenti, e se si va a mettere troppa massa muscolare si perde da altre parti. Lui non ha bisogno di più forza, la palla gli esce già abbastanza velocemente”. Veloce in tutto e per tutto. Nella vita come nei colpi micidiali che tanti avversari, poveri loro, hanno già avuto modo di assaggiare.

Questo contenuto è stato modificato 3 Luglio 2024 14:16

Luigi Maria Chiappetta

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