Sinner, le dichiarazioni al vetriolo hanno lasciato i tifosi di sasso: l’ha detto per davvero, spera che accada quanto prima.
Lui dice di avere impiegato meno di una settimana, per smaltire la delusione derivante dalla cocente sconfitta rimediata in finale a Melbourne. Da come parla, però, non si direbbe. Daniil Medvedev sembra avere ancora il dente avvelenato e muore dalla voglia, o almeno questa è l’impressione, d’imbattersi di nuovo in Jannik Sinner per potersi, eventualmente, prendere la sua rivincita.
Potrebbe accadere presto, o magari no. Certo è che, indipendentemente dalle tempistiche, il russo farà di tutto per battere colui il quale è ormai divenuto il suo più acerrimo avversario. Spera di poter essere lui, addirittura, il campione che riuscirà, prima o poi, nell’impresa di sfatare il tabù dell’imbattibilità del nativo di San Candido. La volpe rossa non perde da ben 19 partite e ha dunque superato, come vi avevamo rivelato nei giorni scorsi, il record di Adriano Panatta.
Certo, è ovvio che qualcuno prima o poi ci riuscirà. Sinner è un grandissimo tennista ma non è un alieno, motivo per il quale arriverà un avversario che sarà in grado di batterlo in un giorno in cui non sarà particolarmente in palla. Noi, ovviamente, ci aspettiamo che accada il più tardi possibile. Qualcun altro, invece, come si dice in gergo, se lo sta “gufando”.
Quel qualcuno è proprio il numero 4 del mondo, che ha perso non solo gli Australian Open ma anche il terzo posto del podio a causa, proprio, dell’irreprensibile Sinner.
“Prima o poi arriva un momento in cui quella striscia si interrompe – ha detto Medvedev a Indian Wells, alludendo alla striscia d’imbattibilità di Jannik – Novak detiene il record, ne ha vinte 46 o qualcosa di simile. Eppure qualcuno è riuscito a fermarlo, e non so più neanche chi fosse. La fiducia ora aiuta Jannik, ma arriverà qualcuno che lo fermerà. Magari non qui in California, magari più in là. Chissà. Ma se dovessi affrontarlo, farò del mio meglio per provare a vincere…”.
Magari potrebbe non risultare simpatico, ma gli va dato atto di essere stato incredibilmente sincero e di non essersi nascosto dietro un dito. Resta solo da capire, a questo punto, se possa essere effettivamente lui l’avversario dal quale guardarsi. Fermo restando che Sinner oggi incontrerà il suo “alter ego” iberico, Carlos Alcaraz, e che quella sarà una prova del nove senza uguali.
Questo contenuto è stato modificato 15 Marzo 2024 09:12
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