L’attaccante della Juventus Dusan Vlahovic è nel mirino di Arsenal, Chelsea, Manchester United, Bayern Monaco e Real Madrid; ma alla Juve conviene davvero cederlo?
Il serbo, finora, non ha dato quanto sperato alla Juventus. Per questo, anche in prospettiva di una stagione senza Coppe (per mancata qualificazione o per interdizione), i bianconeri potrebbero non trattenere Dusan Vlahovic a Torino.
Cristian Pasquato, attaccante del Trento ed ex calciatore della Juventus, è intervenuto ai microfoni di calciomercato.it, in onda sul canale Twitch TVPLAY, proprio per parlare del futuro dell’attaccante serbo.
Secondo Pasquato, Vlahovic può dare ancora tanto alla Juve, e dunque non conviene cederlo. “Se fossi nella Juventus non lascerei andar via Vlahovic, ma bisogna anche rendersi conto che oggi il calcio italiano non è più considerato il più bello“, ha spiegato l’ex bianconero. “Va tenuto d’occhio il bilancio. Dusan è forte, è vero che è in difficoltà, ma i goal li fa“.
“Ci penserei due volte prima di lasciarlo partire, ma anche in passato calciatori eccellenti sono stati ceduti perché l’Italia non è l’Inghilterra, dove sembra non ci siano problemi economici”.
L’intervistato ha poi ricordato quando a Torino veniva indicato come il nuovo Del Piero. “Oggi sarebbe facile dire che quella nomea ha influito sulla mia carriera. La gente si aspettava tanto da me, ma ero sempre un ragazzo di diciotto, diciannove o vent’anni. Può aver certamente influito, come ha influito il fatto di cambiare squadra ogni anno in prestito”.
“La cosa meno bella è che i giovani della Juventus stanno avendo spazio anche per i tanti infortuni che sono capitati alla rosa di Allegri, mentre l’aspetto positivo è che nella seconda squadra ci sono elementi di buon livello“, ha detto ancora Pasquato.
“Non c’è grande attenzione nei confronti dei giovani nelle grandi società italiane. Questo perché in Italia si deve solo vincere… Ma anche con ragazzi giovani si può vincere ugualmente. Ho sempre detto che l’anno di Conte ho avuto la possibilità di scegliere se restare o andar via… da ventenne decisi di andar via per trovare spazio. Forse ho sbagliato. Non avrei giocato, ma mi sarei confrontato con grandi calciatori. Sarei sicuramente cresciuto come calciatore e come uomo. C’era un’aria magica in quello spogliatoio, potendo tornare indietro resterei lì. Poi mai dire mai, avrei potuto anche avere qualche chance”.
Pasquato, insomma, rimpiange l’aver lasciato la Juve. “Mi sarebbe piaciuto essere allenato da Allegri e in generale giocare nella Juventus, era un sogno per me essere lì. Vivevo emozioni uniche, era il mio sogno. Nell’attuale 3-5-2 di Allegri avrei faticato, mentre quando giocava con quattro difensori e tre centrocampisti mi sarei trovato meglio”.
“L’allenatore è certamente importante, ma la differenza la fanno i giocatori“, ha concluso l’intervistato. “Pensiamo al Napoli: Spalletti ha un merito infinito, ma va riconosciuto il grande lavoro che stanno facendo i calciatori”.
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