Berrettini soffia l’idea a Camila Giorgi: un futuro da rivali

Berrettini e Camila Giorgi potrebbero condividere lo stesso destino: ecco qual è la cosa che accomuna i due tennisti.

Giocano a tennis dalla mattina alla sera. Fanno pratica, si allenano in palestra e infine scendono in campo. Eppure, chissà poi come, riescono sempre a trovare il tempo di infilare qualche altra cosa, nelle loro interminabili giornate. Perché sarebbe riduttivo pensare che la loro vita ruoti solo attorno alla racchetta.

Berrettini
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Matteo Berrettini, per esempio, ha tantissimi interessi. Ama la musica – tanto da condividere i suoi brani preferiti spesso e volentieri sui social network – adora leggere e, da qualche tempo a questa parte, si è anche interessato ad un tema non troppo usuale: i meccanismi del sonno.

Il romano ha iniziato a studiarli, come ci racconta La Stampa, spinto dal ricercatore del Galeazzi Jacopo Vitale. E sembra che questo mondo lo abbia intrigato molto, visto e considerato che sta approfondendo l’argomento e che intende continuare questi studi così fuori dal comune.

Berrettini e quel sogno nel cassetto

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Ma c’è qualcos’altro che l’ex viceré di Wimbledon fa quando la sua fittissima agenda glielo permette. Qualcosa che lo rende incredibilmente simile alla sua collega azzurra, Camila Giorgi, con la quale non sa forse di avere qualcosa in comune. “Sto studiando per poter scrivere – aveva raccontato qualche tempo fa la ragazza – Vorrei seguire dei corsi ma ora non ho tempo. Un giorno potrei vedermi come scrittrice“.

E pare proprio che Berrettini immagini per sé un futuro del genere, stando all’intervista che ha rilasciato al noto quotidiano piemontese. Il tennista scrive da tempo un diario di viaggio: “Non è una cosa sistematica – ha detto in merito – ma scrivere mi piace. A volte lo condivido con il mio mental coach Stefano Massari, altre lo tengo per me”.

Come Camila Giorgi sogna, dunque, di approdare un giorno in libreria. Quando gli è stato chiesto se abbia intenzione di pubblicare queste “memorie”, ha lasciato intendere proprio questo: “In futuro, perché no”. E chissà che tra non molto un nuovo best seller non possa approdare tra gli scaffali di mezzo mondo.