Ajla Tomljanovic e il papà rimasto senza tetto: la storia a lieto fine

Ajla Tomljanovic ai quarti di finale di Wimbledon. Ma l’errore di valutazione di papà Ratko è “costato” caro alla tennista.

Non ha brillato, nel corso di questa stagione. Le sue prestazioni sono sempre state piuttosto “opache” e nessuno avrebbe osato immaginare quanto lontano potesse andare. È questo a fare del cammino di Ajla Tomljanovic a Wimbledon un’autentica favola. Una di quelle a lieto fine.

Ajla Tomljanovic
Instagram

La tennista croata, naturalizzata australiana, ha raggiunto i quarti di finale dello Slam britannico. Anche lo scorso anno aveva sfiorato le fasi finale dell’importante torneo, ma quelli erano altri tempi. Quella era un’altra Ajla. La sua vita era completamente diversa, infatti, da com’è oggi.

Dodici mesi fa accanto a lei c’era Matteo Berrettini, che oggi parrebbe essere già impegnato con un’altra. Si sostenevano l’un l’altra e fecero entrambi un percorso straordinario, come noto, all’All England Club. Non sappiamo se ci siano per lei novità sul fronte sentimentale, ma sappiamo per certo che a Londra non è sola.

Ajla Tomljanovic e l’errore di papà Ratko

Ajla Tomljanovic
La famiglia di Ajla Tomljanovic (Instagram)

Con lei c’è quello che in più occasioni su Instagram ha definito “il suo ragazzo preferito”. Papà Ratko, ex giocatore di pallamano, che è riuscito a trasmetterle l’amore per lo sport e che la segue in giro per il mondo ogni volta che gli impegni lavorativi glielo permettono.

Stavolta è riuscito a volare in Gran Bretagna con la bella Ajla, ma pare proprio che non le avesse dato troppa fiducia, in un primo momento. Un tweet di Giorgio Spalluto di SuperTennis rivela, infatti, che Tomljanovic senior non avesse in programma di fermarsi così a lungo nella città del Big Ben.

“E pensare – scrive il telecronista – che papà aveva prenotato casa fino a venerdì scorso“. Segno che Ratko e Ajla non ci credevano troppo e che il suo trionfo in quel di Londra è stato una sorpresa per tutti, perfino per loro. Saranno rimasti senza un tetto sulla testa, forse, ma chi se ne importa?