Berrettini e Sinner, è tutto vero: a Miami il sogno dei fan diventa realtà

Berrettini e Sinner, sorteggiato il tabellone principale del Miami Open: la notizia ha fatto impazzire di gioia i tifosi italiani.

Il Masters 1000 di Miami avrà inizio mercoledì e tutti gli italiani, fatta eccezione per Lorenzo Musetti, hanno conquistato un bye per il primo turno. Accederanno direttamente al secondo, inclusi Matteo Berrettini e Jannik Sinner. Loro due, insieme a Fabio Fognini e Lorenzo Sonego, si trovano nella parte bassa del tabellone.

Berrettini
©️LaPresse

Il sorteggio del main draw non è stato troppo impietoso per i due tennisti nostrani che stanno più in alto nel ranking Atp. Il romano esordirà contro uno tra il serbo Dusan Lajovic e l’argentino Juan Manuel Cerundolo; agli ottavi, invece, potrebbe incontrare il gigante che ha fermato Musetti a Indian Wells.

Si tratta di Reilly Opelka. Tra i due c’è un solo precedente, a Cincinnati, e ad avere la meglio fu proprio lo statunitense, alto la bellezza di 2 metri e 11. Jannik Sinner se la vedrà con uno tra Emil Ruusuvuori e Maxime Cressy. Una volta passato il secondo turno, potrebbe incontrare diversi ostacoli lungo il suo cammino.

Berrettini e Sinner, possibile quarto di finale a Miami

Berrettini
©️LaPresse

Berrettini e Sinner si trovano in zona Rublev-Kyrgios, per cui la strada verso gli ottavi potrebbe non essere così semplice. E poi, finalmente, potrebbe succedere quello che i tennissofili italiani aspettano da un bel po’. Quello che desiderano ma che temono, per ovvie ragioni, al tempo stesso.

Ragionando in maniera del tutto teorico, l’altoatesino e il romano potrebbero incontrarsi in un ipotetico quarto di finale a Miami. Sempre a patto che Sinner, ammesso che arrivi fino a quel punto, batta Fabio Fognini agli ottavi. E che Berrettini, naturalmente, superi l’ostacolo Opelka.

Sarebbe una sfida indimenticabile, e su questo non ci piove. Non ci resta che vedere come si metteranno le cose e se i due italiani, stavolta, avranno maggior fortuna – e determinazione, nel caso di Matteo – di quanta non ne abbiano avuta in quel di Indian Wells.