Covid, variante Delta e Pfizer | Cambiano le linee guida

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Covid, aggiornate le linee guida per i cittadini che hanno già ricevuto il vaccino. Ecco cosa cambia alla luce della diffusione della variante Delta.

L’Italia ha il Comitato tecnico scientifico. Negli Stati Uniti, invece, sono i Centers for disease control and prevention a dettare regole e disposizioni in materia di Covid-19. E proprio qualche ora fa, dopo un lungo periodo di calma apparente, l’organismo è tornato a mescolare le carte in tavola.

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Sebbene l’America avesse da tempo allentato la presa e rivisto le restrizioni per i vaccinati, ora è di nuovo tutto in discussione. L’annuncio di revisione delle linee guida relative all’utilizzo della mascherina è arrivato dall’oggi al domani. Alla luce, evidentemente, della diffusione della variante Delta, che in America è attualmente quella dominante, e dell’aumento improvviso dei contagi.

Si è provveduto ad aggiornare, in particolar modo, le regole per i vaccinati. Ed è stato stabilito che la mascherina tornerà ad essere obbligatoria, nei luoghi all’aperto, anche per chi ha già completato il ciclo vaccinale. Così come sarà presto obbligatorio che i vaccinati si sottopongano a tampone, anche in assenza di sintomi, nel caso in cui siano entrati in contatto con un positivo. Un dietrofront, quello degli Stati Uniti, che suona tanto come un campanello d’allarme.

Covid, Pfizer spinge per la terza dose

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Nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Non sono trascorse che dieci settimane appena, infatti, da quando le autorità sanitarie americane avevano fatto decadere l’obbligo di mascherina per i cittadini già vaccinati. La ragione di questo brusco cambio di rotta sarebbe da ricercarsi, come ha spiegato il Cdc, nel fatto che la variante Delta si comporta in maniera totalmente diversa dai ceppi con cui abbiamo precedentemente avuto a che fare.

Il sospetto è che i vaccinati positivi siano potenzialmente contagiosi, come ha riferito l’immunologo Anthony Fauci nelle ore scorse, tanto quanto i non vaccinati che hanno contratto il virus. Da qui, la scelta – drastica, ma doverosa – di tornare ad imporre l’obbligatorietà della mascherina negli ambienti chiusi, sebbene, per fortuna, i vaccinati positivi siano comunque piuttosto rari e queste infezioni, come sostiene l’immunologo, “tendano ad essere lievi o asintomatiche”. “E’ improbabile – dice ancora Fauci – che una persona vaccinata, seppur positiva, vada in ospedale o muoia. Ma se un vaccinato si infetta, può trasmettere il virus a persone fragili o a bambini non vaccinati”.

Il New York Times riferisce, poi, di uno studio che Pfizer ha presentato mercoledì. L’azienda suggerisce di introdurre una terza dose, perché la potenza delle prime due tende a diminuire lievemente nel corso del tempo, pur continuando comunque a garantire una “forte protezione contro le infezioni gravi”. Come evidenzia la testata, “gli scienziati di Pfizer e BioNTech hanno riferito che il vaccino ha un tasso di efficacia di circa il 96% contro il Covid-19 per i primi due mesi successivi alla seconda dose. Ma la percentuale diminuisce del 6% circa ogni due mesi, scendendo all’83,7% dopo circa quattro-sei mesi.”