Superenalotto, la strana richiesta di Montappone al vincitore dei 156 milioni

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(Getty Images)

Superenalotto, il paese di Montappone è ancora in fibrillazione. Ecco le richieste avanzate all’uomo che ha vinto i 156 milioni in palio. 

Ci vivono 1600 persone a Montappone, piccolo paesino nel cuore delle Marche. Potrebbe essere uno di loro, o forse no, l’uomo che la scorsa settimana ha vinto il Superenalotto e sbancato il jackpot da 156 milioni di euro. E che l’indomani, di buon mattino, ha chiamato il titolare dell’attività presso la quale aveva giocato la schedina per ringraziarlo.

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Non è dato sapere, ovviamente, di chi si tratti. Il fatto che la sua identità sia avvolta nel mistero non ha comunque impedito, ai montapponesi, di suggerire al neo miliardario come spendere parte del denaro appena vinto. A partire dal sindaco, che ha lanciato un appello esprimendo un desiderio ben preciso.

Spera che l’uomo baciato dalla fortuna dia una mano al Comune una mano affinché si possa costruire, finalmente, una nuova casa di riposo. E se questo progetto risulta essere piuttosto ambizioso, c’è anche chi, tramite i social e la carta stampata, ha ben pensato di proporre qualche idea meno esosa e più semplice al vincitore del Superenalotto.

Superenalotto, il Museo bussa alla porta del neo miliardario

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Il Museo del cappello di Montappone (Instagram)

Mario Amerino Clementi, che dirige il locale Museo del cappello, ha fatto letteralmente i conti. E ha fatto sapere al neo supermiliardario che la struttura avrebbe bisogno di 10mila euro tondi tondi. Un contributo che sarebbe investito sia per migliorarne l’allestimento che per recuperare due presse del ‘700 ritrovate di recente.

Clementi sottolinea quanto il museo sia importante per Montappone e per le Marche, dal momento che “ne custodisce la memoria“. La struttura, evidenzia, contiene in effetti dei cimeli di grande valore, come uno dei cappelli di Federico Fellini e degli arnesi utilizzati durante le riprese di “Riso amaro”.

In attesa di sapere se l’uomo deciderà o meno di contribuire a questi progetti, c’è chi si prende gioco del tabaccaio. La ricevitoria è sotto assedio, in tutti i sensi. Molti burloni telefonano spacciandosi per vincitori del Supernalotto, alimentando sempre più la caccia al miliardario che inevitabilmente si innesca dopo un evento del genere.