Alle Hawaii gratis se lavori in smart working: come fare domanda

L'isola di Ohau è una delle più gettonate dell'arcipelago delle Hawaii (Pixabay)

Hawaii gratis? No, non è un sogno. Lo Stato americano ha da poco lanciato un programma di residenza temporanea per chi lavora in smart working. Ecco tutti i dettagli. 

Alzi la mano chi non ha mai sognato, almeno una volta nella vita, di volare alle Hawaii. E di farlo senza spendere un solo centesimo, come se non bastasse. Ecco, se questo è il tuo sogno, forse ora potresti finalmente avere una chance per realizzarlo.

Non ti stiamo prendendo in giro. E no, non è una truffa. Molto semplicemente, il Governo dello Stato americano ha approvato e lanciato da pochi giorni il programma “Movers and Shakas“, pensato per chi lavora in smart working e farebbe carte false pur di trascorrere qualche giorno nell’arcipelago nel bel mezzo del Pacifico.

Con questo programma di residenza temporanea, ideato in collaborazione con scuole ed imprese, il Governo hawaiano si è reso disponibile, udite udite, ad offrire un certo numero di biglietti gratuiti di andata e ritorno per l’isola di Oahu. Un sogno che diventa realtà.

Hawaii gratis
L’emergenza COVID ha acceso i riflettori sull’utilità dello smart working (Pixabay)

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Gratis alle Hawaii: i requisiti per accedere al programma

Se l’idea di volare gratis alle Hawaii ti stuzzica, non c’è tempo da perdere. Nella prima fase del programma si potrà inviare la propria candidatura entro e non oltre il 15 dicembre prossimo. Per farlo sarà sufficiente collegarsi alla piattaforma ufficiale del programma ed inserire i propri dati.

I requisiti per aderire a “Movers and Shakas” sono pochi e semplici: può aspirare a parteciparvi chiunque abbia almeno 18 anni e svolga, come già ampiamente sottolineato, di un lavoro da remoto. Poco importa quale sia la sua professione: tutti sono ben accetti sull’isola di Oahu.

Solo 50 – fortunatissime, lasciatecelo dire – persone saranno scelte nella prima fase. Il primo gruppo spiccherà subito il volo per le Hawaii, mentre i candidati inizialmente scartati potranno comunque continuare a tenere le dita incrociate e sperare di essere scelti in futuro.