Spadafora: “Il calcio deve autoriformarsi, rivedere il suo sistema”

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(bigstockphoto/Belish)

Il campionato di calcio di Serie A, come quasi tutti gli altri in Europa, è sospeso dal 9 marzo scorso a causa dell’emergenza coronavirus. Da diverse settimane sono in corso tra il governo e le autorità che governano il calcio italiano alcuni incontri per pianificare un’eventuale ripresa. Restano da giocare ancora 12 giornate. E intanto la UEFA ha indicato il prossimo 25 maggio come data ultima per la comunicazione di calendari e formule previste da ciascun paese per il completamento dei campionati nazionali.

Nei giorni scorsi diversi media sportivi italiani hanno attribuito al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora una tacita propensione alla sospensione definitiva dei campionati di calcio. Durante una recente trasmissione televisiva lo stesso Spadafora aveva definito “molto stretto” il sentiero verso una possibile ripresa del campionato.

Martedì 5 maggio, in un’intervista al Corriere della Sera, Spadafora ha chiarito la sua posizione in merito alla ripresa del campionato. Citando alcuni imprecisati sondaggi, Spadafora ha detto che gran parte degli italiani sarebbero contrari alla ripresa, ma che non è sua intenzione tenerne conto in questo momento. “Mi auguro di ripartire ma a deciderlo sarà il governo”, ha specificato il ministro, ricordando che gli allenamenti di gruppo saranno consentiti a partire dal 18 maggio.

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È attesa in settimana la decisione sul protocollo da seguire in caso di ripresa. Oltre alle questioni tecniche e specifiche relative alle partite e agli allenamenti ci sarà da gestire tutta la logistica. Gli spostamenti dei giocatori, i pernottamenti in albergo, la mobilità degli staff dei club: tutto dovrà essere compatibile rispetto ad adeguati e ragionevoli protocolli sanitari.

Spadafora: “Il calcio deve vivere una nuova stagione, rigenerarsi”

Nel corso dell’intervista Spadafora ha indicato nell’attuale situazione critica e di stallo un’opportunità per il calcio italiano di autoriformarsi. Non è chiaro a quali aspetti il ministro dello Sport alludesse, se soltanto a quelli sanitari legati alla gestione della crisi o anche ad altri di carattere economico e finanziario.

Anche il calcio però deve vivere una nuova stagione, autoriformarsi, pensare di rivedere il proprio sistema, capire se è in linea con quel che accade nel Paese, deve rigenerarsi.

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