Birdman, il film di Alejandro Iñárritu con Michael Keaton

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:46
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Il trailer del film “Birdman” (SearchlightPictures/YouTube)

Stasera su Rai 3 è in programma il film Birdman in prima serata, alle 21:20. Vincitore di quattro premi Oscar, uscì nel 2014 e piacque moltissimo alla critica e parecchio anche al pubblico. Lo girò interamente a New York l’apprezzato regista messicano Alejandro González Iñárritu, che si era già fatto notare abbastanza per film drammatici come 21 grammi e Biutiful. Quasi tutte storie su relazioni profonde, sentimenti contrastanti e parti di umanità fragile e ferita.

Nella parte del protagonista recitò Michael Keaton, attore americano all’epoca popolare principalmente per aver interpretato Batman nei due film di Tim Burton, oltre vent’anni prima. E proprio questo profilo di Keaton è, per alcuni aspetti e simbolicamente, un pezzo della storia stessa di Birdman.

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Un fotogramma del film “Birdman” (SearchlightPictures/YouTube)

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La trama di Birdman

La storia immaginaria raccontata in Birdman è quella di un attore di cinema un tempo molto famoso e poi un po’ decaduto, che si chiama Riggan Thomson. Noto a tutti soltanto per la sua vecchia interpretazione di un supereroe chiamato appunto Birdman, si convince di poter portare in scena a Broadway la trasposizione teatrale di una raccolta di racconti dello scrittore americano Raymond Carver.

Thomson punta quindi a una seconda carriera completamente diversa dalla prima. Da tipica star hollywoodiana, famoso soltanto per i suoi film tutti azione ed esplosioni, aspira a ottenere riconoscimenti e successo come attore di teatro. È però costantemente tormentato da Birdman, il supereroe che lo rese famoso. Sotto forma di allucinazione ricorrente Birdman cerca di dissuadere Thomson dall’intraprendere quella carriera fallimentare e gli suggerisce piuttosto di girare un nuovo film su Birdman.

Intanto la vita di Thomson va in frantumi. Ha un rapporto molto difficile con sua figlia, ex tossicodipendente, e uno ancora più difficile con i suoi nuovi colleghi in teatro, specialmente uno. Intanto le anteprime vanno malissimo, e la critica più temuta fa già sapere a Thomson che le recensioni saranno impietose. Tutto sembra volgere al peggio ma una serie di conflitti interiori del personaggio protagonista riesce a conferirgli la forza e la convinzione necessarie, e la storia cambia.

Il successo del film e le scelte del regista

Oltre che per gli aspetti umani trattati e la vicenda narrata, Birdman riscosse particolare successo tra i critici per alcune scelte di regia. Tutto il film – che dura due ore tonde tonde – è girato da Iñárritu utilizzando la tecnica del piano sequenza. La storia del film è raccontata attraverso un’unica ripresa continua, senza interruzioni: l’inquadratura segue gli attori quasi tutto il tempo, eccetto che per alcuni campi più ampi che fungono da stacco temporale.

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Il regista Alejandro Inarritu e sua moglie Maria Eladia Hagerman alla prima di Birdman a New York, l’11 ottobre 2014.

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Le riprese durarono appena trenta giorni, tutte a new York, nel 2013, e altre due settimane bastarono per completare il montaggio. Il film fu presentato alla 71ª edizione del Festival del cinema di Venezia, l’anno seguente, e raccolse da subito molti apprezzamenti, soprattutto dai critici. “In certi momenti guardare Birdman è come inalare gas esilarante ed elio”, scrisse Peter Bradshaw del Guardian riferendosi a una certa dimensione distopica che il film sembra ricreare in alcuni passaggi.

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Un fotogramma del film “Birdman” (SearchlightPictures/YouTube)

Anche il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki ricevette molti apprezzamenti. “Che Riggan Thomson sia o non sia dotato di abilità da supereroe – Iñárritu semina indizi contraddittori a riguardo lungo il film – Birdman mette certamente in mostra i superpoteri del direttore della fotografia”, scrisse Christopher Orr sull’Atlantic.

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L’attore Michael Keaton alla prima di Birdman a New York, l’11 ottobre 2014. (bigstockphoto/Debby Wong)

Birdman ottenne nove candidature ai premi Oscar del 2015. Oltre a quello per la fotografia vinto da Lubezki, ne vinse altri tre: miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale. A Keaton, candidato a migliore attore, fu preferito Eddie Redmayne per la sua magnifica interpretazione di Stephen Hawking in La teoria del tutto.

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