Come vedere le partite di Champions League senza un abbonamento

Champions League
I pronostici sulle partite di calcio della Champions League, la più importante competizione d'Europa per squadre di club

I servizi che permettono di vedere il calcio in streaming o in tv senza necessariamente sottoscrivere un contratto sono in aumento. Ma per le partite di Champions League lo streaming in Italia è ancora un servizio offerto principalmente in abbonamento, da Mediaset Premium, che detiene i diritti di trasmissione anche per la stagione 2017-2018. Esistono altri modi legali per vedere le partite di Champions League dall’Italia senza firmare un contratto, pagando come si fa per Netflix o Spotify? No, non proprio. Però ci sono le tessere prepagate ricaricabili, con la possibilità di pagare la singola partita in Pay Per View. Oppure c’è il Pass UEFA CHAMPIONS LEAGUE 2017-2018, che si paga una volta per tutte le partite.

Mediaset Premium in abbonamento

Chiariamo: dall’Italia, non c’è modo di vedere legalmente e in diretta tutte le partite della Champions League 2017-2018 senza passare per Mediaset Premium. Le partite scelte dalla rete per la trasmissione in chiaro sono visibili su Canale 5, e sul sito o sulla app Sportmediaset. Ma per tutte le altre – e per la “diretta Premium Champions League”, la trasmissione con i collegamenti da tutti i campi – serve un abbonamento (solo con le prepagate il rapporto è un po’ meno vincolante, ma ci arriviamo dopo).

Attualmente la visione delle partite di Champions League è un servizio che Premium offre principalmente come “pacchetto” in abbonamento, al costo promozionale di 19,90 euro al mese (comprende il pacchetto “Serie A & Sport” e “Cinema & Serie TV”, e non c’è modo di rifiutare questi due pacchetti aggiuntivi). Al termine del periodo promozionale di sei mesi, viene applicato il normale prezzo di listino di 36 euro, e in caso di recessione dal contratto nel primo anno dalla sottoscrizione è previsto il pagamento di 8,34 euro più una somma pari al totale degli sconti usufruiti nei precedenti mesi di contratto (36 euro – 19,90 euro = 16,10 euro da “restituire” per ogni mese di abbonamento fruito).

Volendo quindi provare a calcolare il costo netto per vedere le partite della Champions League in abbonamento per un anno con Mediaset Premium, senza recedere prima della scadenza naturale del contratto, quel costo sarebbe di 335,40 euro cioè la somma di 119,40 euro (19,90 x 6 mesi) più 216 euro (36 x 6 mesi). A questa somma c’è da aggiungere un corrispettivo iniziale di 39 euro, e andiamo a 374,40 euro. Inoltre, la possibilità accessoria di vedere i contenuti di questo abbonamento in diretta sui dispositivi mobili (smartphone, pc e tablet) tramite il servizio Premium Play non è inclusa nel costo mensile: costa 3 euro al mese.

Mediaset Premium solo online

Da qualche tempo Premium offre la possibilità di vedere i contenuti anche solo tramite una connessione internet, su una serie di dispositivi abilitati alla visione (Smart TV, PC, smartphone e tablet Android, iPhone, iPad, Chromecast e Xbox). Si chiama Premium Online – da non confondere con il servizio accessorio Premium Play – ma anche questa possibilità è gestita da Mediaset tramite la sottoscrizione di un abbonamento con il cliente, e presenta gli stessi vincoli e gli stessi prezzi proposti per l’abbonamento tradizionale. L’unica differenza è che non è previsto il corrispettivo iniziale di 39 euro, e nemmeno il costo di 29 euro per la tessera (che, nel caso dell’abbonamento tradizionale, viene comunque riaccreditato poi in fattura).

La Champions League con una tessera prepagata

Solo da questa stagione Mediaset Premium dà modo di acquistare i diritti di visione delle partite di Champions League in Pay Per View, senza il vincolo dell’abbonamento, tramite una tessera prepagata Mediaset Premium. La tessera si può acquistare sia online (al momento non è disponibile) sia in alcune note catene di negozi di TV ed elettronica (Mediaworld, Euronics e altre), o nei punti SisalPay: costa 29 euro e include 15 giorni di visione dei contenuti Premium (esclusa la Champions League). Attenzione: occorre avere anche una CAM HD in cui inserire la tessera, e che il televisore abbia uno slot CI+ (Common Interface Plus).

Una volta acquistata la tessera prepagata – ricaricabile anche online tramite SisalPay – sarà possibile acquistare i diritti di visione di una singola partita di UEFA Champions League 2017-2018 al costo di 15 euro. In alternativa è possibile acquistare in un’unica soluzione il Pass UEFA Champions League 2017-2018, che dà diritto a vedere tutte le partite di Champions League fino alla fine del torneo, al costo di 129 euro.

I servizi esteri di streaming online

Prendendo come esempio di riferimento i più popolari servizi di streaming di film, serie tv e musica, esiste in Italia qualcosa di simile a Netflix o Spotify ma per le partite di calcio? C’è la possibilità di compiere un pagamento mensile, senza contratti e abbonamenti, per usare – e magari condividere tra più utenti con uno stesso account – un servizio che permetta di vedere in diretta le partite di calcio? No, non ancora, ma probabilmente ci arriveremo presto anche qui. Negli Stati Uniti, ma anche in diversi paesi europei come la Germania, ci sono già arrivati. Per chi si connette da questi due paesi – anche da alcuni altri, ma non dall’Italia – esiste un servizio chiamato Fubo, che permette di vedere alcune partite di Champions League, e anche di Europa League, di Premier League, di Liga spagnola, di Bundes e di altri campionati. I costi vanno da 19,99 a 34 dollari dollari al mese.

Le partite di Champions League in streaming

Al momento, a parte quelli elencati, non esistono altri modi di vedere in diretta le partite di Champions League. Benché ancora molto praticata, la complicata e tortuosa ricerca di siti stranieri alternativi che trasmettano le partite di Champions League in diretta in streaming non fornisce risultati stabili, e nemmeno tanto apprezzabili da un punto di vista qualitativo. Inoltre si tratta di streaming illegali perché i siti che li ospitano non possiedono i diritti per trasmettere quegli eventi sportivi. Il più delle volte sono flussi estratti – comunque in modo non autorizzato – da trasmissioni di altre emittenti estere, regolarmente in possesso dei diritti per trasmettere quell’evento sportivo ma non di quelli necessari per trasmetterlo sul territorio italiano.